Rassegna storica del Risorgimento
BRASILE RELAZIONI CON LO STATO PONTIFICIO 1831-1857; STATO PONT
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1981
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Brasile e Stato Pontificio 317
Iddio perdoni al Saruniguel il poco onesto partito da lui scelto; a me però è sembrato non convenir più alla S. Sede di ritenerlo come Console Generale* e quindi senza aspettare gli ordini de!TE.a V.a, ho creduto bene di scrivere una nota al Sig. Ministro degli Esteri, aihn di dichiarargli oflìcialmcnte che il Sanmiguel era dimesso dal suo officio. Spero I'Em." V.B si degnerà approvare la mia condotta; quanto poi a nominare un successore (giacché si presenta già qualche candidato)* siccome io sto per abbandonare questa Legazione, ne lascicrò la cura a Monsig. B ed ini. il quale qui giunto entrerà quanto prima in possesso del mio luogo.89)
Possiamo ben immaginare con quali sentimenti dovesse essere data e ricevuta una simile notizia nell'anno 1846, cioè in un'epoca in cui la tratta degli schiavi era stata da tempo condannata ed era oggetto di spietata repressione da parte delle marine da guerra delle principali Potenze europee.
Nessun dubbio, da parte del Camerlengo, nell'approvare la destituzione del Sammicheli e la immediata nomina, proposta dal nuovo Internunzio Be> dini,91) a console generale pontificio di un suddito toscano, il livornese Tito Terreny, da molti anni residente a Rio de Janeiro.92)
Restava da dare comunicazione della sostituzione del console generale alla Segreteria di Stato. A tergo della lettera del Bedini del 9 maggio è indicata, come di consueto, la traccia di una risposta alTInternunzio e quella di una comunicazione da inviare
a M.r Santucci, Sostituto della Segreteria di Stato, senza dettagliare il fatto del San micheli, ma che avendo il medesimo abbandonato il posto di Console Generale Pontificio in [segue uno spazio in bianco] è stato deposto, egli si va a sostituire il Terreny, raccomandato da Mr. Internunzio Apostolico.
Ma la lettera inviata alla Segreteria di Stato fu ancora più cauta: non solo non si parlò del traffico di schiavi, ma neppure di abbandono del posto da parte del console generale: Carlo Bernardo Sammiguel essendosi volontariamente dimesso dall'ufficio di Console Generale Pontificio che ricopriva in Rio Janeiro ... è detto nella comunicazione del Camerlengato alla Segreteria di Stato;93) la quale, a sua volta, ringraziò il Camerlengo per la notizia
... che presso la volontaria dimissione del Sig. Carlo Bernardo Sanmiguel dall'officio di Console Generale Pontificio a Rio Janeiro, vi venne da Lei sostituito il Sig. Tito Terreny in seguito della proposta fattane da Monsig. Internunzio Apostolico presso quella Imperiai Corto.94)
9) Lettera dell'Internunzio al Camerlengo, datata Rio de Janeiro, 21 marzo 1846, e giunta al Camerlengato il 25 giugno 1846, n. 2343, in AS Roma, Canteri., parte II, tit. V, b. 324, fase. 666 citato.
9Q) Lettera del Camerlengo all'Internunzio, datata Roma, 9 luglio 1846, n. 2343,
Ivi.
9J) Lettera dell'Intera unzio al Camerlengo, datata Rio de Janeiro, 9 maggio 1846, n. 2, e giunta al Camerlengato il 13 luglio 1846, n. 2667, Ivi.
92) Lettera del Camerlengo all'Internunzio, datata Roma, 23 luglio 1846, n. 2667,
Ivi.
93) lettera del Camerlengo al Sostituto della Segreteria di Stato, datata Roma, 23
luglio 1846, n. 2667, Ivi.
9*> Lettera della Segreteria di Stato, a firma del Sostituto, mons. V. Santucci, al Camerlengo, datata Roma, 1 agosto 1846, n. 61792, e giunta al Camerlengato il 4 agosto 1846, n. 3000, Ivi.