Rassegna storica del Risorgimento
BRASILE RELAZIONI CON LO STATO PONTIFICIO 1831-1857; STATO PONT
anno
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1981
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318
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3ia
Elio Lodolini
E persino nel l'inviare al B ed ini le lettere patenti per il nuovo console generale, il Camerlengo indicava la nomina del Terreny quale successore del
Sammicheli, che volontariamente si dimise .95)
6. Il Brasile, a sua volta, dal 1837 al 1848 ebbe due viceconsoli nello Stato pontificio, Paolo Merighi ad Ancona ed Angelo Alibrandi a Civitavecchia; ma per l'istituzione di un consolato generale per tutto lo Stato si dovette giungere al 1847. Anche questa avvenne in circostanze singolari, soprattutto per quanto riguarda la persona prescelta per ricoprire l'incarico: Vincenzo Savi, da Spoleto, promotore della spedizione dei deportati politici romani del 1837.
I rapporti fra le autorità pontificie ed il Savi erano t un'altro che buoni, a causa del comportamento dello spoletino in quella occasione. Abbiamo già ricordato altrove i reiterati tentativi vanamente condotti per molti anni dalla Segreteria di Stato per recuperare le somme prestate al Savi: W) questi era non solo un debitore insolvente, ma addirittura un truffatore come lo definiva ffnternunzio pontificio a Rio in un dispaccio ufficiale alla Segreteria di Stato di quello stesso Governo presso il quale veniva accreditato. Il Fabbrini, a sua volta, già nel 1839 aveva riferito che (il Savi) ... da che è arrivato qui non ha cessato e non cessa di far la più cruda guerra al Governo pontificio. Non risparmia i mezzi impiegati dai più abominevoli calunniatori della Santa Sede... .
Di qui la preoccupazione con la quale l'Internunzio Bedini scriveva ai primi del 1847 al Segretario di Stato che il Governo brasiliano aveva accordato o stava per accordare una somma al troppo famoso Savi, per quietarlo; non solo, ma quel che è più lo ha designato per Console brasiliano appunto in Roma, con un ben considerevole appuntamento . Questa destinazione aggiungeva mons. Bedini credo che sia un vero mancare di delicatezza ... e giudico che non mancherebbero ragioni al Pontificio Governo per ricusare il consueto exequatur* o, quanto meno, per accordarlo soltanto dopo la soddisfazione del debito relativo alla spedizione dei coloni romani a Bahia di dieci anni prima.
Un mese più tardi, il Bedini riferiva che si era purtroppo verificata la circostanza già preannunciata e che l'Imperatore aveva nominato il Sig. Vincenzo Savi Console Generale del Brasile in Ancona . ") Il Ministro degli Affari esteri brasiliano aveva taciuto la notizia all'Internunzio, e sembrava che si volesse già procedere in ciò con qualche riservatezza, in quanto il provvedi-
9S> Lettera del Camerlengo all'Internunzio, datata Roma, 23 luglio 1846, n. 2667, cit.
Il Consolato generale pontificio in Brasile fu affidato al Terreny dal 1847 al 1854 ed al cav. Carlo de Hochkofler (che nel gennaio 1860 inviò un'ampia ed interessante relazione economico-finanziaria sul Brasile per il 1859: AS Roma, Min. Comm., b. 508) dal 1857 al 1865; l'incarico rimase vacante nel 1855, nel 1856 e di nuovo dal 1866 alla fine dello Stato pontificio (Notiziario per Vanno..., alla data).
) E. LODOLINI, L'esilio in Brasile, ecc., cit., specialmente a pp. 161-163.
97) Lettera 651 (Brasile 402) del 25 settembre 1839, in ASV, SS, b. 553, rubr. 264, a. 1837-1850, fascicolo dell'anno 1841.
98) Lettera del Bedini n. 59, datata Rio de Janeiro, 11 gennaio 1847, in ASV, SS, anno 1847, rubr. 7, fase. 2, ce. 179-180.
") Lettera del Bedini n. 66, datata Rio de Janeiro, 12 febbraio 1847, in ASV, SS, anno 1848, rubr. 298, fascicolo rilegato unico, che alle ce. 38-101 contiene la posizione dal titolo a Anni 1847-48. Brasile, Sig. Vincenzo Savi, Console del Brasile, Nomina , ce. 39-42.