Rassegna storica del Risorgimento

BRASILE RELAZIONI CON LO STATO PONTIFICIO 1831-1857; STATO PONT
anno <1981>   pagina <320>
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Elio Lodolini
Rilevando che ormai dieci anni (1837-1847) l'Internunziatura pontificia a Rio de Janeiro si adoperava per distruggere i sofismi di questo Governo sul credito di quello pontificio per la spedizione del 1837 ed i maneggi del Sig. Savi, il Bedini consigliava di subordinare il rilascio delVexequatur al pa­gamento del debito di 5.978 scudi da parte del Brasile; ed ancora
nel più disperato caso poi mi permetto di suggerire che se si vuol declinare dal credere debitore questo Governo e invece si accetta di riconoscere tale il Savi, sarebbe indispensa­bile porre subito il sequestro sull'appuntamento che con raro esempio di generosità gli è stato assegnato dal medesimo Governo, che è di circa 7.000 franchi all'anno, oltre ad altri 3.000 circa che ne ha ricevuto quasi a compimento di compensazione. Ed ecco per la verità che il compenso viene accordato non a chi somministrò denaro, ma a chi seppe estorcerlo con titoli che zni trovo già d'avere qualificato. 106)
Prima di partire da Rio de Janeiro, il Savi si era presentato all'Inter-nunzio, ma questi si era persino rifintato di riceverlo. 107> Infine comunicava ancora il Bedini
mi viene riferito che il Savi porta seco ricevuti già dal Governo circa 5 mila scudi, e che pare essere già o incaricato o intenzionato di tentare una seconda spedizione di coloni. La notizia, sebbene meriti conferma, tuttavia non panni priva di ogni probabilità.,08
Ancora in un successivo dispaccio del 16 marzo il Bedini insisteva perché fosse negato Vexequatur, ricordava le minacce del Savi al Fabbrini e, riferendo la risposta brasiliana alla sua protesta, rilevava che il Ministro degli Esteri che l'aveva data era amico intimo e particolare di mons. Fabbrini che ad esso con­fidava le amarezze sofferte per le perfidie del Savi .109 Si augurava che questa Nunziatura, tanto indegnamente trattata dal Savi, possa almeno impedire un suo trionfo, che riuscirebbe così umiliante per la medesima >. llG>
H Segretario di Stato, card. Pasquale Gizzi, condivise l'opinione dell'Inter* nunzio sulla opportunità di negare Vexequatur al Savi:
Non posso che far eco alle giustissime osservazioni contenute nel suo dispaccio n. 66 (...) e nell'altro n. 80 sulla nomina del Sig. Vincenzo Savi a Console Generale del Brasile in Ancona scriveva il Segretario di Stato all'Internunzio il 18 maggio 1847 . Da ciò Ella ben argomenterà qual modo sarà qui per tenersi nel caso di domanda dell'exeguatur alla relativa patente.*1-)
Anche un appunto d'ufficio, negli atti della Segreteria di Stato, senza data né firma né destinatario, ma evidentemente usato come promemoria, ripete la storia della spedizione dei coloni romani e del comportamento del Savi, conclu­dendo per il rifinto dell'eseguati!?-.
In un primo tempo, difatti, il Governo pontificio rifiutò Vexequatur alla
-9 Ibidem. I07> Ibidem, 108) ibidem,
W Lettera del Bedini n. 80 del 12 febbraio 1847, citata. -W Ìbidem,
t) Lettera del Segretario di Stato all'Internunzio a Rio, datata Roma, 18 maggio 1847, n. 70331, Ivi, e. 59. 2) Ivi, ce. 47-50.