Rassegna storica del Risorgimento
BRASILE RELAZIONI CON LO STATO PONTIFICIO 1831-1857; STATO PONT
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Brasile e Stato Pontificio
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nomina del Savi a Console generale del Brasile nello Stato pontificio.m) Alcuni mesi più tardi, però, l'atteggiamento del Governo pontificio moto radicalmente, con il successore del Gisszi, sostituito quale Segretario di Stato alla metà di luglio del 1847 dal card. Gabriele Ferretti, È indubbio, tuttavia, che sia la prima che la seconda decisione siano state prese da Pio IX, in quanto era prassi costante dell'amministrazione pontificia sottoporre al sovrano anche le questioni di minor conto e non è dunque ipotizzabile che un fatto di rilevanza internazionale quale la concessione o meno deìVexequatur pontificio al Console generale di un Paese straniero nello Stato romano non fosse stato attentamente esaminato dal Papa.
Dopo una nota in data 17 agosto, l'Incaricato interino d'Affari del Brasile a Roma Figueiredo indirizzava il 28 settembre 1847 al Segretario di Stato una lettera114) con allegato il promemoria che abbiamo già citato nella nota 113 ed una serie di documenti in copia, compreso uno scritto del Fabbri ni del lontano 1837 in cui definiva il Savi come uomo probo ed onestissimo.1L5) Nel promemoria, l'Incaricato d'affari brasiliano giustificava l'operato del Savi, affermando che questi si era comportato correttamente e che la colpa era, in definitiva, del Fabbrini, il quale si sarebbe dimostrato poco conciliante ed avrebbe frainteso il significato di una lettera del Savi in cui questi usava l'espressione fatti , che a torto il Fabbrini avrebbe inteso come una minaccia di violenza fisica.
Il cavalier Figueiredo respingeva anche la proposta, formulata dal Segretario di Stato, di attendere il ritorno a Roma di mons. Bedini per avere da lui più esatte informazioni: Bedini affermava il Figuiredo non avrebbe potuto giungere prima di sei od otto mesi e
Son Eminence R.me comprendra parfaitcment le deplaisir que causerà à S.M. FEmpereur et à. son Gouvernement ce long retard apporté à la concession de VExequalur so Mie ite. u*)
La Segreteria di Stato, quantunque molto di malavoglia, concesse Vesce-quotar. Persino il tentativo di ottenere un minimo riconoscimento del suo torto da parte del Savi si concluse con un nuovo insuccesso.
L'accoglimento del Savi quale rappresentante consolare del Brasile nello Stato romano avrebbe dovuto essere per lo meno preceduto, nelle intenzioni della Segreteria di Stato, dalla sottoscrizione di un documento di confessione del suo debito e di riprovazione del suo operato da parte del Savi;117) ma questi si limitò ad una vaga ed anodina dichiarazione, nella quale né riconosceva in alcun modo di essere debitore della somma prestatagli dieci anni prima dall'erario pontificio né avanzava scuse di sorta per il proprio comportamento nei confronti del Governo pontificio e della rappresentanza diplomatica pontificia a Rio de Janeiro. Anzi, il suddito pontificio, nominato rappresentante
113} Non abbiamo trovato l'atto formale di rifiuto, ma lo si deduce dalle successive insistenze in un promemoria datato 28 settembre 1847 dell'Incaricato d'Affari brasiliano ad interim a Roma, cavalier de Figueiredo, in cui è altresì menzionata la circonstance d'avoir deja le Gouvernement, sous le Mimstère de Son Eminence Mgr. le Cardinal Gòzzi, prononcc son opposition à l'Exequatur {Ivi, ce. 63-67).
m Ivi, e. 62.
1I5> Lettera del Fabbrini datata Rio de Janeiro, 11 ottobre 1837, ivi, e. 70.
Ho) Promemoria allegato alla lettera del 28 settembre 1847, citato.
H77 In tal senso un appunto interno d'ufficio, senza data, all'aw. Guidi, minutante della Segreteria di Stato (ASV, SS, a. 1848, rubr. 298, posizione Anni 1847-48. Brasile. Sig. Vincenzo Savi , ecc., cil., e. 84).