Rassegna storica del Risorgimento

BRASILE RELAZIONI CON LO STATO PONTIFICIO 1831-1857; STATO PONT
anno <1981>   pagina <324>
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Elio Lodolini
A Roma Vincenzo Savi morì il 10 dicembre 1857, all'età di 74 anni, ancora in carica. La sua tomba è nei cimitero del Verano, dove è ricordato da una lapide sul basamento esterno della cappella di Santa Maria della Misericordia.
Sino alla fine del Potere Temporale, non fu più nominato un console gene­rale del Brasile nello Stato pontificio. m>
7. Il raffronto fra Carlo Bernardo Sanmicbeli e Vicenzo Savi entrambi nati nello Stato pontificio, l'uno ad Ancona, l'altro a Spoleto, entrambi partecipi delle vicende della spedizione degli emigrati politici romani in Brasile nel 1837, entrambi poi Consoli generali, l'uno dello Stato pontificio in Brasile, l'altro del Brasile nello Stato pontificio è sconcertante.
Il Sanmicbeli, cbe, senza averne alcun obbligo, si prodigò generosamente e disinteressatamente per salvare la spedizione quando essa si trovò in gravis­sime difficoltà all'arrivo a Bahia e per sistemare i coloni, impegnando di tasca propria notevoli somme e dando un concreto ed immediato appoggio ad una difficile iniziativa dello Stato pontificio e ad un suo rappresentante ufficiale, il Cialdi, fu posposto ad altri, sborsò tangenti per conseguire in ritardo una nomina cbe gli era stata promessa (quella di console a Bahia) e fu finalmente nominato Console generale pontificio a Rio de Janeiro, con esitazioni e limitazioni, soltanto quando il predecessore lasciò ingloriosamente il posto. Fini disonorato, disse­stato economicamente, impiegato nel commercio degli schiavi, destituito dal­l'incarico consolare.
Il Savi, cbe promosse la spedizione degli emigrati politici romani in condi­zioni tali che non si risolse in un disastro soltanto per l'abilità di Alessandro Cialdi e per l'intervento del Sanmicbeli e di altri italiani residenti a Bahia, che si fece anticipare dall'Erario pontificio denaro mai più restituito, che osteg­giò in ogni modo la rappresentanza diplomatica pontificia a Rio de Janeiro, che dello Stato pontificio fu dichiarato truffatore , finì console generale presso lo Stato da lui così gravemente offeso e in duplice misura, perché ne era cittadino originario e tenne l'incarico con tutti gli onori fino alla morte.
ELIO LODOLINI
W Notizie per Vanno..., alla data, dal 1858 al 1870. Nell'edizione del 1858 figura ancora il Savi; nel 1863 c'è, per un solo anno, un oc console (non oc console generale ) brasiliano, Gioacchino Santos Rodriguez, con sede in Roma, via del Babuino 58; dal 1864 in poi l'indicazione vaca per la carica di console del Brasile.