Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE; PER? STORIA 1851-1853
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1981
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326
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326
Phillip K. Coivie
in qualche modo scrivendo grano > al posto di guano >. Il suo non fu errore; in quella sola parola grano è condensata tutta una vita di amore, di rispetto, dì tenerezza fraterna che nessuno a tutt'oggi ha ancora sottolineato.
Oltre al resoconto di Garibaldi possiamo ora rifarci alla corrispondenza diplomatica conservata nell'Archivio di Stato a Torino. I dispacci si trovano in un grande mazzo, divisi in fascicoli così distribuiti: 184043, 1844-49, 1850-53 e poi, anno per anno, fino alla fine del 1859. Da quello che altri studiosi hanno citato come Fortini, per esempio, e M. A. Prolo, prima di lui 8) sembrerebbe che essi abbiano considerato sufficiente guardare solamente le lettere di Canevaro del secondo fascicolo e del terzo: dopo tutto, Garibaldi figurava resi* dente in Perù negli anni del suo Consolato, perché estendere le ricerche ad altri periodi?
Così, gli storici si sono sempre lasciati sfuggire il materiale più importante, materiale che cambia completamente tutta l'interpretazione di quél periodo della vita di Garibaldi.
Nel capitolo HI del suo libro Fortini fa una pausa per chiedere: Ma ohi era il Denegri? . Se avesse posto a se stesso quella domanda e non ai suoi lettori... se avesse avuto la fantasia di lasciarsi condurre da quella domanda alle altre domande, del tipo : Chi era Denegri?... e gli altri che in Perù operavano? ... Canevaro, per esempio, e Sciutto e Mal grida e Solari e Figari che erano tutti lì quando Garibaldi arrivò sulla scena? Erano persone importanti? È possibile che altre lettere precedenti nell'archivio torinese facciano riferimento ad alcuni di loro? . La ricerca in profondita, che chi affronta la storia con un certo impegno deve fare, divenne per me un imperativo. A cominciare dal 1840 senza sapere se qualcosa di valore sarebbe venuto fuori consultai tutte le lettere, una per una : pagine e pagine di inchiostro... fino al reperimento di una lettera dal primo Console sardo in Perù, Luigi Baratta, datata 7 giugno 1844: per chi fa uno studio sulla emigrazione italiana in America del Sud è un documento notevole; per lo studioso garibaldino, è di primaria importanza.
Torino aveva chiesto a Baratta dettagli sulla comunità italiana in Perù. Nella sua risposta del 7 giugno 1844, Baratta replicò che il lavoro era quasi impossibile data la vasta estensione dello Stato e le distanze immense da un centro a un altro. Appurò, a un dipresso, che c'erano almeno mille italiani in Perù 500-600 di essi piemontesi e liguri e che solo 254 erano registrati presso l'Unìcio consolare: 34 provenienti da diverse regioni italiane, 28 piemontesi e 192 genovesi.
Baratta continua con una lista di 13 nomi in realtà 14, perché accomuna due fratelli che, durante il loro soggiorno in Perù, avevano fatto fortuna. Ih testa a detta lista mette Giuseppe Canevaro, il futuro Console, e come se la storia stessa avesse deciso di darci una mano! al n. 8, il signore Pietro Denegri, il futuro armatore di Garibaldi.
Da uno sguardo alla lista si può vedere facilmente che Canevaro era il più ricco in senso assoluto di tutta la comunità italiana. Poco da stupirsi, quindi, che, quando Baratta fu dimesso nel 1846, a Canevaro fossero immediatamente offerti la posizione e i privilegi di Console, che accettò senza riserva.
8) M. A. PROLO, // soggiorno di Garibaldi in Lima, nella Rivista di cultura marinara, marao-aprile 1939.