Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE; PER? STORIA 1851-1853
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1981
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327
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Garibaldi in Perù
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Ma ecco quel che scrisse Baratta; abbiamo sottolineato i punti salienti:
1 Canevaro Giuseppe, nativo di Zoagli, Provincia di Chiavari, Ducato di Genova, da trent'anni e più assente dalla Patria, negoziante, vivente in Lima, ammogliato con famiglia, il quale avrà una fortuna di cento cinquanta mila pezzi e più; egli va dando tutte le sue disposizioni per trasferirsi in Genova colla famiglia fra un anno.
8 Denegri Pietro, nativo di Casella, Provincia e Ducato di Genova, commerciante in Lima, da dodici anni e più assente dal luogo di sua nascita, ammogliato con famiglia, intenzionato di restituirsi in patria per motivo di salute, e che sembra darà corso alla sua idea, quando ciò eseguisca il sopracitato Signor Canevaro che sarebbe di lui cognato; egli avrebbe una fortuna di trenta mila pezzi circa.
Il brano sopra riportato non solo risolve per sempre il vecchio dilemma per quanto riguarda il luogo di nascita del Denegri Genova o Nizza o Bussila, *> oppure Chiavari W) ma, cosa molto più importante, chiarisce la relazione tra Denegri e Canevaro, e poi con Garibaldi stesso. Finora, Denegri e Canevaro sono stati considerati senza rapporto l'un con l'altro : Garibaldi aveva avuto lavoro dal Denegri e Canevaro scriveva di Garibaldi in un modo molto antipatico. Ma adesso questa nuova notizia, che, cioè, Garibaldi lavorava presso il cognato del Console, anche lui un businessman assai fortunato, consente di guardare agli avvenimenti da una nuova prospettiva.
Per capire le lettere di Canevaro dovremmo per forza porci la domanda: ma chi era il Canevaro? . Collocarlo in una giusta luce storica non è molto difficile: parla molto di sé nelle sue lettere a Torino. Ma è la nuova chiave, fornitaci dalla corrispondenza del Console Baratta e degna perciò dell'appellativo di La chiave Baratta che ci consente di illuminare pienamente questa figura di imprenditore-diplomatico.
Dalle sue lettere si può facilmente desumere che il Console Canevaro aveva una grande considerazione di se. La sua posizione poggiava su due pilastri: le sue personali disponibilità finanziarie in Perù, ed il fatto che il Console Baratta fosse stato allontanato dal suo posto nel 1846 dopo uno scandalo. Canevaro poteva godere della sua nuova posizione e di tutti i vantaggi che essa gli portava. Armatore ed abbastanza ricco da noleggiare altre navi per conto proprio, * Canevaro si rivelò in tutta la sua qualità di businessman, furbo ed oculatamente generoso, in un dispaccio scritto quando arrivarono in Perù le notizie dello scoppio delle ostilità fra il Piemonte e l'Austria nel 1848. I sentimenti nazionali erano forti fra gli Italiani in Perù, e Canevaro, in un eccesso di zelo personale raramente visto (oserei dire) in corrispondenze diplomatiche, offrì una delle proprie navi al servizio del Re. Non solo questo! aggiungeva i servizi di suo fratello, Michele, UJ capitano della nave, e persino quelli di due figli suoi, allora ancora bambini!
... il nostro risorgimento... / ... i destini della nostra Penisola... / a ...la santa impresa ... [hanno] diritto di attendere prove di vero affetto dai figli anche più lontani, ed io sebbene piccino, non vorrei essere degli ultimi a tributargliele. Indettato
9) PINO FORTINI, op. cit., p. 161, n. 13.
10) AUGUSTO VITTORIO VECCHI, (Jack La Bolina), La vita e le gesta di Giuseppe Garibaldi, Bologna, Zanichelli, 1882, pp. 94-95.
li) A.S.T., toc. ài.: dispaccio del 5 ottobre 1848. 12) /t,jt dispaccio del 1 novembre 1848.