Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE; PER? STORIA 1851-1853
anno
<
1981
>
pagina
<
328
>
328
Phittip K. Cowie
ovunque da tali sentimenti ai anali non verranno meno, io penso, quelli dei miei compatrioti, mi offro in tutto quello che io possa e valga. Intanto siccome agli ultimi del HOT-rente metterà alla vela per Genova un mio bastimento La battaglia di Gotto (tale è il nome che gli sostituii al primiero d'Invincibile Pentono) affidato al comando di mio fratello, darò ordine al mio consegnatario in Genova, il Sig.r Cav.n Sebastiano Balduino, che ove ne abbisognasse lo Stato per contingenze di guerra, lo metta alla disposizione di S.M. durante il lungo termine che deve trascorrere per l'effettuazione di un nuovo caricamento, e maggiore se facesse d'uopo, valendosi ben anche della persona di d. mio fratello, che non sarà dei più tardi a dar prova di coraggio e abilità. Inoltre, si trovano costì due miei figliuoli che inviai da pochi anni in tenera età perché attingessero ai fonti di una buona e maschia educazione, e che ho risoluto di far entrare (almeno uno) nel R. Collegio di Marina: ove eglino potessero essere di qualche utilità nelle contingenze attuali, o il cenno di S.M. li richiedesse, si faranno un dovere di volare a quella, ed io mi reputerò fortunato di sapere che hanno corso pericoli, e studio onorevole in servizio della patria e del Sovrano al quale gli offero.
Ciò premesso in quanto concerne al dovere di buon cittadino, un altro me ne incombe d'Uffizio...
Possiamo considerare questa lettera come un'offerta che prescinda da calcoli di qualsiasi genere? Dopo tutto, le notizie dall'Italia erano già vecchie e la nave salpava tre settimane dopo la data della lettera, e poi, prima di arrivare a Genova, avrebbe impiegato ancora due mesi: in altre parole, pur comportando dei rischi, poteva essere considerata un'offerta vuota, perché le ostilità sarebbero allora del tutto finite. Egli, per quanto lungimirante, non poteva sapere per quanto tempo sarebbe durata la guerra: perciò, una scommessa coraggiosa, una mossa estremamente lodevole, di buon cittadino . Avrebbe reso bene, in entrambi i casi: era ovvio!
Cosi sarà. Uno dei suoi otto figli Felice Napoleone, nato a Lima il 7 luglio 1838 studiò più tardi al Regio Collegio di Marina, poi diventò capitano sotto Garibaldi, poi vice-ammiraglio e senatore, conte di Santandero e duca di Zoagli,I4) il paese natale del padre! Nel frattempo. Giuseppe Canevaro, in Perù, rafforzò la sua posizione a Lima anche per la benevolenza di S.M. il Re di Sardegna, ed assieme al cognato Denegri, diventò miliardario.
Ritengo la lettera sopra citata essere di primaria importanza per lo studio dell'ambiente garibaldino peruviano: dimostra che il Console, sebbene assente dall'Italia da ben più di trenta anni, era profondamente conscio degli sviluppi storici italiani, ed era, del pari, fervente monarchico. Almeno, sulla carta... per gli occhi di Torino ...
Ovviamente è qui che si deve essere prudenti. Da troppo tempo le lettere di Canevaro sono state lette superficialmente. Ora si devono leggere e specialmente quelle intorno la vicenda Garibaldi applicando la Chiave Baratta alla loro interpretazione. Prima dell'arrivo in scena di Garibaldi, Cane-varo trovò il modo di scrivere su il nostro Risorgimento... la santa impresa . Ma, nel 1851, quando il destino portava Garibaldi in Perù, doveva essere più attento : il suo famoso ospite era e qui si trovava l'imbarazzo! repubbli-
!3) Ivi: dispacci del 26 luglio 1857 e dell'I 1 aprile 1858.
W) Informazioni sulla vita di F. N. Canevaro si possono trovare nel Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, voi. 18, pp. 68-70, e ne gli Elenchi storici e statistici dei Senatori del Regno dal 1848 al 1" gennaio 1940-XV1H, Roma, Segretariato generale del Senato, 1940-XVI1I, p. 88, n. 406.