Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDI GIUSEPPE; PER? STORIA 1851-1853
anno <1981>   pagina <329>
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Garibaldi in Perà
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cano e mazziniano, era, cioè, nemico della monarchia! All'inizio Canevaro si trova fra due fuochi: quello dei suoi interessi di businessman, e quello del suo prestigio di Regio Console. Per un po' almeno un mese, direi scelse di fare un doppio gioco, mentre cercava un modo di districarsi al più presto pos­sibile dall'imbarazzo che la turbolenta presenza di Garibaldi gli procurava.
Garibaldi arrivo a Lima senza lavoro e ne cercava con una sorte di vaga promessa da parte di un amico suo, il Carpendo ed un certo giovane, il Solari. Ma, chi avrebbe potuto darglielo? Ovviamente il più ricco della comunità italiana meritava quella distinzione perché anche allora era una distinzione aiutare un tale personaggio per quanto discusso. Ma poteva Cane-varo, il rappresentante del Re, offrire lavoro al nemico del Re? Certamente no: poteva ben farlo, tuttavia, senza compromissioni politiche, il di lui cognato. Denegri. Una copertura perfetta, e tatto in famiglia!
Entro un mese dal suo arrivo in Perù, Garibaldi otteneva la sua licenza di Capitano peruviano molto difficile da concedere a uno straniero senza dub­bio per le pressioni del Canevaro stesso.
Ma, in fondo, Canevaro non si sentiva appagato e il suo dispaccio datato 8 novembre 1851 lo dimostra chiaramente. Come molti prima di lui, provava un forte imbarazzo nella vicinanza di Garibaldi. Mandarlo, allora, dall'altra parte del mondo poteva essere una soluzione, non importa da chi e come sug­gerita. Un lungo viaggio in Cina poteva essere un modo onorevole di levarlo di torno!
Da anni Canevaro aveva scritto a Torino prospettando i vantaggi del com­mercio del guano, che avveniva presumibilmente servendosi di agenti inglesi. Nelle sue lettere fin dal 1846 si trovano a questo proposito ripetati accenni. Anche Garibaldi andò in Cina con un cargo di guano; purtroppo, finora, le mie ricerche non riescono ad aggiungere niente di nuovo sul committente, ma leggendo fra le righe del dispaccio delT8 gennaio 1852, scritto due giorni prima della partenza di Garibaldi, si può ipotizzare che il Governo peruviano si fosse assunto l'iniziativa dell'invio di un cargo di guano a titolo di scambio che desse l'avvio ad ulteriori sviluppi commerciali e probabilmente politici.
Scrive Canevaro:
Relazioni colla China:
"Poco potrò significare all'È.V. intorno alle relazioni dirette dalle Coste Occidentali dell'America alla China ed alle Indie, e solo posso assicurare che tre o quattro spedizioni all'anno si solitavano fare da qui alla China, e che questo Governo è interessatissimo d'aprire un campo a più estese relazioni, a qual effetto ha spedito prima, e sta spedendo diversi carichi di Huano in quei luoghi...16ì
Prima di partire, però, Garibaldi ebbe il famoso scontro che ricorda nelle Memorie con il francese Charles Ledos. Era l'inizio di dicembre del 1851. Canevaro si trovava non solo nella posizione imbarazzante di dover distogliere il suo furiosissimo ospite dalle mani della Polizia, ma anche di dover scrivere a Torino, spiegando il suo personale comportamento nell'incidente lamentevole.
13J AJ5.T., loc. cit.s dispaccio dell'8 ottobre 1851. 16) Ivi, dispaccio dell'8 gennaio 1852.