Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO MASSIMO TAPPARELLI D' LETTERE
anno <1981>   pagina <342>
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342 Georges Viilogeux
Lettre 2
A Cesare Balbo, Moncalieri
Milano 29 Luglio 1839
Caro Cesare. Con tutta la mia pigrizia per scrivere non posso proprio far a meno questa volta, e bisogna che venga ad abbracciarti, congratularmi e dirti che sei uomo con tanto di c.i, e che sono in ammirazione del fatto tuo, e tutto questo perché ho finito di leggere la tua vita di Dante che mi pare il più bel lavoro che abbia mai veduto in questo genere, ben scritto, ben disposto, ed ottimamente pensato, tantoché dopo averlo letto si ha un'idea chiara, compinta di Dante non solo e delle sue opere, ma de* tempi in cui scriveva, di quel che era allora la civiltà italiana ed europea dal popolo scendendo fino ai re ed agl'imperatori, e dove sin ora s'era a stento letto negli scritti di Dante, si può adesso leggergli in cuore, conoscere come doveva pensare e sentire, e quel che dovean dir di lui gli amici i nemici, e tutti i contemporanei, e se andando al mondo di là t'incontrerai in lui sicuramente ti dirà bravo come te Io dico io, e te lo dicono tutti quelli che t'hanno letto che sono moltissimi, cosicché se quell'alimento etereo che si chiama la gloria ti soddisfa lo stomaco, non posso far altro che augurarti buona digestione, che codesto cibo quantunque partecipe della natura del fumo, a molti è indigesto, ma tu non sei nel caso. Ti dirò poi che bo trovato due o tre cose delle quali non son persuaso, una fra l'altre per la quale se fossi stato presente t'avrei dato volentieri un cazzotto, ma può essere che sbagli io.
Or dunque sta sano, lavora, e sappi che a Milano si parla di te con grande stima, e se il tuo libro fosse libro inutile e perciò andasse in mano subito di chi non ne legge altri, il romore sarebbe doppio, ma non ti deve premere d'esser glorioso presso quella razza minchiona, e quanto alla gente che ha due dita di cervello ti giudicano a dovere, e pel bene che ti voglio son proprio contento di fartelo sapere, e mi dispiace solamente che non sono probabilmente il primo che già altri te l'avrà scritto. Mia moglie ,} sta bene e saluta te e la tua: ha passato, e passa un'estate molto inquieta per la malattia di sua nonna che è da 68 giorni si può dire in agonia, ed ora pare al suo fine, ora si rimette un poco, e capisci quanto si soffre in queste alternative. Roberto e Costanza doveano venirci a trovare a Casirate, ma gli riceveremo a Milano che ad esser in villa potrebbero venir nuove cattive e sarebbe troppo sottosopra.
Bacio le mani alla cugina, e t'abbraccio, e mi rallegro di nuovo, e se mi rispondi mi farai piacere, se no ti manderò a far b[uggerare] ma ti vorrò bene lo stésso.
Massimo Azeglio
[Sulla busta: Al N.U. Sig. Conte Cesare Balbo, Moncalieri].
Autografo in Biblioteca Apostolica Vaticana, Fondo Patetta.
1) Luisa Blondel.