Rassegna storica del Risorgimento
AZEGLIO MASSIMO TAPPARELLI D' LETTERE
anno
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1981
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pagina
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343
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La correspondance de M. d'Azeglio 343
Lettre 3
A Antonietta Beccaria Cnrioni, Milano
Firenze, 10 ott[obr]e 1840
Car[Ì88Ì]ma Zietta. Ieri sera si presentò a casa mia il Sig. Tausch, tatto brillante ed amabile, e doppiamente amabile perché mi portò una lettera della cara Zietta della quale non sapevamo più niente da molto tempo e si viveva d'ipotesi, supponendo che foste a far vita beata nel vostro paradiso terrestre del Lago di Como. Invece abbiam saputo che siete a Cessate, in buona salute, la quale speriamo ohe continui e s'aumenti pei secoli de' secoli Amen. Anche noi ci troviamo ora in uno di quei tali momenti, tanto più piacevoli quanto più rari, in cui un galantuomo può dire guardandosi intorno per ora pare che non ci sian guai! .
Ma n'abbiamo avuti di brutti a Serravezza, e di brutti davvero. L'avrete saputo da Casa Manzoni; basta, ora sono finiti, e non ci voglio più pensare. Bina sta benissimo: è magra, non si può negare, ma si può dir ancora in convalescenza, e poi il rispettabile autore dei suoi giorni non brilla per circonferenza, dunque la cosa non è straordinaria. Non sappiam più nulla di Casa Manzoni. Scrivammo [sic] alla Nonna all'epoca della malattia di Rina, e ci rispose con molto affetto, e mostrandosi molto grata della nostra esattezza a tenerla informata. Dopo quell'epoca il carteggio è finito. Cristina si sarà rimessa? Le faccende di Lodovico si saranno assestate? Papa lavora? Le signore si sparruccano? I figli seguitano a aver sempre sete? Tutte domande alle quali, penso, troveremo risposta a Milano. Noi intanto ce la passiamo qui tranquillamente in un quartie-rino Lung'Arno; ed io sono felicemente e finalmente arrivato all'ultimo capitolo del romanzo che se facesse fiasco potrei trovar tutte le scuse fuorché d'averlo fatto in fretta. Vado girando intanto ad ore avanzate, pei luoghi ove accadono le scene del suddetto, e ne fo de' disegni ad onore e gloria de' miei editori. A proposito d'anticaglie è stata scoperta non è molto una pittura di Giotto nella cappella del Bargello, e rappresenta Dante giovane: uno di questi giorni dobbiamo andarla a vedere.
Fummo a Carrara da Serravezza, e trovammo un servitor di piazza che conserva una memoria molto viva, stavo per dir tenera, della M[arche] sa Beccaria, e che ci ha incaricati di presentarle i suoi umilissimi rispetti.
Ieri è arrivato Canta in buona salute, e molto contento di Torino ognuno ha i suoi gusti . Era passato di qui il fratello un mese fa; ma la memoria di certa prosa e certa poesia scritta nel '38 gli fa una cattiva compagnia ne* suoi viaggi, e non gli procura buona cera. Chi mangia candele digerisce stoppini dice il proverbio.
Addio dunque Zietta cara, tante cose allo Zio, e divertitevi, state sana ed allegra e vogliateci bene a Luisa ed a me che ve ne vogliamo assai, e se Dio v'ispirasse di scriverci non resistete agli impulsi della grazia.
Vo Aff. Massimo
[Sulla busta: Alla N.D. Sig. Marchesa Antonietta Beccaria Curioni, Milano] .
Autografo in Milano, Biblioteca Ambrosiana, S.P. 29 bis (4). A. 295 inf (4).