Rassegna storica del Risorgimento
AZEGLIO MASSIMO TAPPARELLI D' LETTERE
anno
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1981
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pagina
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344
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344 Georges Virlogeux
Lettre 4
A Stefano Pacetti, [Torino]
Via, 1 agosto 1855 Caro Stefano
Ricevendo la tua lettera il primo movimento è stato di licenziare Luigi. E se lo meriterebbe perché se anche non sapesse che t'ho tenuto a battesimo dovrebbe bastare per Ini che t'ho dato alloggio in casa mia, per usarti tutte le attenzioni che sa. Ma riflettendo che è un paisan e che nelle case dove ha servito pare che non gli abbiano insegnato l'educazione che devono pure avere le persone di servizio nelle case delle persone come si deve, mi limito fino al mio ritorno a Torino, a incaricarti di fargli leggere questa lettera colla quale gli ordino di servirti ed ubbidirti come farebbe a me: darti la chiave di casa e tenersi Ini quella del magazzino. Quando sia poi tornato sentirò meglio la cosa e vedrò quello che ho da fare. Io tratto bene con lui, e con tutti: e chi non sa trattar bene non sta in casa mia.
Massimo d'Azeglio
P.S. A te aggiungo poi che Luigi è un buon diavolo, e anche attento se vuoi, e mi pare fedele: ma per me che ho relazioni, che ricevo, che ho da far fare ambasciate è talmente paisan e sa così poco come si serve nelle case pulite, che in verità non so se potrò tenerlo e pendo molto per il nò. Se avessi da viaggiare fuor di Piemonte, come farei? Dovrei far io il servitore a lui. Ho già capito che ha un umore da non poter convivere con nessuno, e credo che si sia fatto mandar via di dove era, o sia venuto via da sé per questo. Ora poi per due buoni mesi non ho bisogno di lui: e con Aprile posso far senza, tanto che ne trovi un altro. Mi dirai: e l'altro sarà meglio? Per questo non l'ho mandato via ora sa due piedi come meritava ma può essere che lo mandi quando torno. Nel caso poi che si mostrasse impertinente con te, non voglio assolutamente che lo soffra: e mettilo ó la porte immediatamente. Probabilmente lunedi sera tornerò. Comunque sia vedremo.
M
Autografo in Roma, Museo Centrale del Risorgimento, B. 566.26.11.
Lettre 5
A Luigi Rossi, Torino
Cannerò, 30 ottobre 1863
Caro Luigi,
Ho ricevuto il pacco in perfetta regola. Ora ho bisogno che mi spedisca:
15 bottiglie del Bordeaux preso da Placci.
Un gilet, e mutande di lana. Non quelle pesantissime da gran'inverno ma le altre meno gravi.