Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO MASSIMO TAPPARELLI D' LETTERE
anno <1981>   pagina <347>
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LIBRI E PERIODICI
JOLE MAZZOLENI, Le fonti documentarie e bibliografiche dal sec. X al sec. XX conservate presso l'Archivio di Stato di Napoli; Napoli, Arte Tipografica, 1974-1978, 2 voli., in 8 pp. XV, 303 [1], pp. XII, 473, [1]. S.p.
Una specialista d'eccezione in materia d'archivi quale Jole Mazzoleni, che non ha certo bisogno di presentazione agli studiosi di storia, propone un ulteriore, prezioso stru­mento di ricerca con questi due volumi costituenti un panorama quasi completo della documentazione conservata oggi nell'Archivio di Stato di Napoli. L'opera acquista un par­ticolare valore se si considera che essa tiene conto della ricostituzione dell'Archivio che, come è noto, fu gravemente danneggiato a più riprese dagli eventi bellici dal 1941 al '43 nelle sue diverse sedi e dipendenze.
Decine di migliaia di documenti furono distrutti, ma nell'opera di ricostruzione, di riordinamento e di catalogo iniziata da Riccardo Filangieri e continuata e completata dalla stessa Jole Mazzoleni, che fu direttrice dell'Archivio sino al 1973, si agì con tale impegno da giungere alla ristrutturazione totale, comprendendo anche quei documenti che dove­vano essere ancora ordinati prima dei disastri causati dalla guerra.
Un simile lavoro ha permesso la conoscenza di fonti in precedenza ignorate e l'iden­tificazione di archivi quasi completi. I presenti volumi, articolati in maniera davvero razionale ed organica, dalla Mazzoleni, tengono conto, dunque, dell'attuale stato del­l'Archivio napoletano considerando finanche gli archivi degli istituti maggiori e minori e quelli aggregati in esso confluiti; come però ha inteso sottolineare l'autrice, in questi ultimi anni si sono aggiunti altri fondi che attendono ancora di essere ordinati: quelli dei due archivi privati d'Alessandro di Pescolanciano e Cito Filomarino, la documentazione economico annonaria e del materiale riguardante la Tesoreria generale. L'esposizione, nei due volumi si articola in 22 parti (nove nel primo e tredici nel secondo) ognuna delle quali è dotata di un'introduzione e di indicazioni bibliografiche orientative. Tale lavoro si rivela profondamente utile ed interessante per il ricercatore, come si è detto; in partico­lare, vanno ricordati gli archivi privati che, come ricorda la stessa Jole Mazzoleni depo­sitati donati o venduti dal 1935 all'anno in corso [1978] presso l'Archivio di Stato di Napoli, rappresentano un materiale che considerato sia dal lato documentario sia da quello bibliografico e figurativo, è la più cospicua integrazione che l'Archivio di Napoli ha acqui­sito dopo la devastazione subita per le vicende belliche del 1943 (voi. H, p. 347). Si tratta dunque di archivi di famiglie meridionali che spesso abbracciano lassi di tempo amplissimi dall'epoca feudale al XX secolo. Per avere un'idea dell'importanza di tali fondi basti solo pensare all'Archivio Poerio-Pironti, già ordinato in parte da Antonio Saladino, nel quale figurano scritti e corrispondenze dei Poe rio, degli Imbriani, di Mazzini, del quale, oltre ad autografi, esistono anche delle carte relative al suo arresto, nel 1870 ed al suo passaggio per Napoli, ed ancora lettere di P. S. Mancini, Castromediano, Bor-reUi, Pepe G., Manara L., Cadorna L. (a. 1809-1900).
Un'altra sezione particolarmente interessante per la storia risorgimentale è quella che si riferisce alle documentazioni del periodo intercorrente tra la Restaurazione e la fine del Regno borbonico, nei fondi del Ministero e Real Segreteria di Stato della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell'Alta Polizia, ed ancora, specialmente per ciò che riguarda il discorso socio-economico, vanno menzionate le carte dei Ministeri della Pubblica Istruzione, dell'Agricoltura Industria e Commercio, dei Lavori Pubblici, della Guerra e Marina. Tra gli archivi giudiziari, rileva la Mazzoleni, di notevole importanza sarebbe stato quello della Gran Corte Criminale, in gran parte distrutto nel 1943, in esso erano le carte di impor­tanti processi degli anni 1820-21 e 1848.
RAFFAELE ALESSANDRINI