Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO MASSIMO TAPPARELLI D' LETTERE
anno <1981>   pagina <350>
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350 Libri e periodici
secolo. Infatti, nella stretta finanziaria che la caratterizzò, alla insolvenza di molti assicurati, specie dei piccoli e dei medi, si sommò quella, rilevantissima, del governo. Di conseguenza, spesso la Compagnia fu inadempiente logorando ulteriormente la sua immagine. Cosi, all'atto della liquidazione, il capitale sociale e i premi riscossi non coprirono le perdite. Sciolta la Compagnia, il settore ricadde nell'anarchia precedente. Triste bilancio; cinquantanni di vita della ce Rea! Compagnia non avevano modificato affatto le abitudini preesistenti nel settore né, tantomeno, avevano creato una tradizione. Il suo ccntributo si limitò all'aver fornito un'ulteriore occasione a quel medio ceto che emergerà, poco dopo, sotto la spinta del riformismo napoleonico.
MARIA LUISA CAVALCANTI
Reggio e i territori estensi dall'antico regime all'età napoleonica. Atti del convegno di studi (18-20 marzo 19771 Reggio Emilia), a cura di MARINO BERENGO e SERGIO ROMAGNOLI; Parma, Pratiche editrice, 1980, in 16, voli. 2, pp. 708. L. 12.000.
Sempre assai utili sono gli atti di Convegni storici, organizzati con corretta metodo­logia, non solo perché raccolgono dati e notizie di prima mano intorno ai temi presi in esame, ma soprattutto perché sono l'espressione di ima seria indagine intorno ad un periodo e ad una regione; tale è il caso della presente opera, della quale offre una traccia di lettura la sintetica conclusione del Berengo (pp. 653-661), con precisi riferimenti alla natura della regione, al diverso sviluppo delle due aree (modenese e reggiana), alla distri­buzione della proprietà, alle strutture economiche ed alla produzione agraria e manifattu­riera, alle classi sociali, alla organizzazione culturale ecc. Se le relazioni generali di Capra, Romagnoli e Rombaldi offrono un panorama d'insieme riguardante la società e lo Stato, la cultura letteraria e l'economia dei territori nei ducati estensi, le successive relazioni particolari illustrano molteplici argomenti, proprio nel momento di trapasso tra antico regime ed età napoleonica: dalle comunità ebraiche alla diffusione delle idee illuministiche, dalla storia delle scienze alle accademie, dai circoli patriottici alle biblioteche, dalle comu­nicazioni alla distribuzione della proprietà, dalle forme di conduzione alle sommosse con­tadine ed al brigantaggio ecc. Se alcuni temi risultano, per così dire, tradizionali nell'am­bito delle ricerche storiche, altri acquistano un particolare interesse: ad es. il Cavazzoni (Pazzi, mentecatti, furiosi negli Stati estensi tra età delle riforme ed età napoleonica) offre imo spaccato oltremodo vivo ed efficace della realtà sociale alla fine del '700; ed analoga­mente l'Antonelli fornisce le linee dell'attività politico-amministrativa dei prefetti dei dipartimenti del Crostolo e del Panaro, mentre Serra e Menozzi si soffermano sulle figure di Filippo Re e del p. Riccardo Bartoli proponendo un utile scavo su rilevanti personalità del periodo studiato. Accurate bibliografie, indici di nomi, riferimenti archivistici ecc. fanno dell'opera uno strumento indispensabile per lo studio dei territori estensi dall'età delle riforme in avanti.
RENATO GIUSTI
GUIDO PESCOSOLIDO, Terra e nobiltà. I Borghese. Secoli XVIII e XIX (Storia, 2); Roma, Jouvence, 1979, in 8, pp. 376. S.p.
Massimo d'Azeglio nei oc Ricordi tratteggia efficacemente la figura di un sanguigno carrettiere marinese, pronto di lingua e di coltello, al quale sparisce un bel cane. Lo cerca per tutta la Campagna Romana, finché lo scopre ormai di proprietà di un fattore di famiglia patrizia, e sconsolato commenta con un Casa Borghese! la sua rinuncia ad avere indietro il suo cane. In quell'esclamazione si compendiava tutta la potenza della famiglia al cul­mine con Camillo (il marito di Paolina Bonaparte), morto nel 1832 padrone di 52.000 ettari, e suo fratello Francesco, erede anche dei beni delle casate Salviati e Aldobrandini. Beni che furono divisi di nuovo nel 1839 alla sua morte. Il primogenito Marcantonio V