Rassegna storica del Risorgimento
AZEGLIO MASSIMO TAPPARELLI D' LETTERE
anno
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1981
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pagina
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355
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Libri e periodici 355
tino, ma anche per l'età della Restaurazione, dopo aver discusso in una premessa introduttiva le più importanti e significative interpretazioni della vita e dell'azione di Carlo Alberto. Ed un interessante motivo del suo meditare e spiegare storico offre Fautore, confrontando il passato ed il presente: In queste nostre meditazioni, una particolare attenzione abbiamo sempre dedicata all'epoca della Restaurazione (1814-1848) e soprattutto alla storio dello Stato sabaudo di quel periodo. E questo non per una particolare simpatia per il regime d'allora, ma per il fatto che in quegli anni, sia pure attraverso esperienze disastrose come quelle del 1821 e momenti di grave tensione come quelli del 1833, si riuscì a realizzare una notevole trasformazione sia nel campo civile, sia in quello economico, sia in quello sociale senza scosse traumatizzanti; in tal modo, battendo da un lato le forze reazionarie, dall'altro le forze eversive, si riusci a stabilire una simbiosi fra le esigenze del regime vigente e quelle delle forze sociali emergenti, sulla base della quale potè felicemente innestarsi il regime costituzionale successivo e fu possibile tentare con successo l'avventura straordinaria della unificazione nazionale (pp. 22-23). Se l'illustrazione della politica estera di Carlo Alberto tra il 1831 ed il '40 si sofferma in particolare su alcuni momenti e fini dell'azione del Sovrano, che intendeva soffocare all'interno le forze rivoluzionarie (cfr. le persecuzioni contro le società segrete, 1831-1834) e riprendere al-Vesterno effettiva autonomia di condotta (di fronte all'Austria), alla politica interna e soprattutto ai fermenti innovatori ed alle riforme dal 1831 in avanti è dedicata una parte notevole del libro del Nada che, parlando di uomini e istituzioni, di riforme ecclesiastiche e codici, di istruzione popolare e risveglio economico ecc., delinea con ricchezza di particolari (e abbondanza di citazioni bibliografiche, tesi di laurea comprese) l'evoluzione della realtà sabauda negli anni '40, il nascere e lo svilupparsi del movimento liberale moderato, il formarsi della pubblica opinione, i motivi di contrasto con l'Austria ecc. L'espansione economica portava automaticamente con sé una conseguenza di grande portata sociale: l'ascesa, il potenziamento della borghesia e, possiamo aggiungere, il progressivo imborghesimento della nobiltà, la quale prese a sua volta vivissima parte non solo alla elaborazione della legislazione albertina, ma alle imprese economiche che andarono allora sviluppandosi. In tal modo il processo di svuotamento dall'interno delle strutture politiche e sociali dell'antico Stato sabaudo andava facendosi sempre più profondo; e lo sviluppo di questo processo rendeva a sua volta sempre più evidente la necessità di uno svecchiamento sempre più radicale di quelle strutture (p. 133). Il che avvenne in particolare negli ultimi anni di regno, da un lato con un ricambio degli uomini di governo e nuovi interventi in campo economico, finanziario ecc., e dall'altro con riforme giuridiche ed amministrative e con la concessione dello Statuto nel marzo del '48: un nuovo periodo si apriva per la monarchia ed il Piemonte non solo per lo scoppio della rivoluzione in tutta Europa, ma anche per l'effetto dirompente che per la società subalpina avrebbe avuto il biennio 1848-1849. A questo periodo il Nada dedicherà opportunamente un successivo lavoro, esaminando le vicende dell'ai timo anno di regno di Carlo Alberto.
RENATO GIUSTI
CARLO PAZZACLI, Per la storia dell'agricoltura toscana nei secoli XIX e XX - Dal catasto particellare lorenese al catasto agrario del 1929; Torino, Fondazione Luigi Einaudi, 1979, in 8, pp. 146 taw. L. 3.500.
L'interesse metodologico di questo lavoro consiste essenzialmente nell'utilizzazione su scala regionale dei dati del catasto agrario del 1929 una fonte di straordinaria ricchezza e di portata nazionale, ma inspiegabilmente trascurata fino ad oggi dagli studiosi di storia economica che Ghino Valenti aveva preparato col metodo dell'apprezzamento a vista per una misurazione estimativa il più possibile aderente alla realtà del patrimonio agricolo nazionale ad un decennio dalla fine della grande guerra.
Il catasto lorenese era stato infatti esaminato e valorizzato a fondo qualche anno fa da Giuliana Biagioli nell'ambito di una impeccabile ricostruzione demografica della Toscana di primo Ottocento ma mancava sin qui un parallelo con l'indagine compiuta nella