Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO MASSIMO TAPPARELLI D' LETTERE
anno <1981>   pagina <358>
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358 JUbri e periodici
ohe Pio IX, nei confronti dei grandi pontefici dei primi secoli, imite leur conditile en faisant peu à peu revivre les anciennes traditions, en reprenant une à une les attributions de "episcopat... II a ressuscìté en Italie cet amour du Saint-Siège qui a fait la puissance de l'ancienne Italie et qui senio peut faire à la longue l'émancipation de l'Italie mo­derne .
Ozanam non si nasconde, e le esplicita in una lettera a Dugas dell'aprile 1847, le resistenze che Pio IX incontra tra i cardinali, i prelati, i nobili ed i diplomatici di carriera, le difficoltà obiettive che presenta la laicizzazione del governo e delle strutture amministrative dello Stato, la delicatezza intrinseca di una politica toujours réformatrice mais jamais révolutionnaire , ma la presenza al fianco più o meno indirettamente del papa degli uomini che si sono già nominati, del padre Ventura, del Tommaseo che il Nostro incontra a Venezia, e che gli procura a fine maggio 1847 un lungo colloquio col Man-zoni, tutto ciò autorizza in Ozanam non Solo fiducia ed ottimismo ma altresì, nell'ottobre
1847, un vigoroso slancio polemico nei confronti di quei cattolici tradizionalisti del Cor-respondant che non hanno inteso l'alliance de la liberto et du christianisme realizzata da papa Mastai, che continuano a battagliare in prò dei Gesuiti e contro l'università come ai primi tempi di Gregorio XVI, ma parimenti, nel gennaio 1848, di Gioberti, le cui benemerenze filosofiche non giovano a rendere meno deplorevole II Gesuita moderno, Passons aux barbares , insomma, la grande e clamorosa formula di Ozanam che fece tanto scalpore proprio in quelle settimane ma che, egli stesso lo precisa il 22 febbraio
1848, non significa altro che un'incondizionata speranza nelle virtù evangeliche e pasto­rali del nuovo pontefice ( C'est dans le peuple que je vois assez de restes de foi et de moralité pour sauver une société dont les hautes classes sont perdues : una formula, i curatori fanno bene a ricordarlo, che nel giugno 1847 era stata eloquentemente anticipata dal Ventura nell'orazione per O'Donnel).
22 febbraio 1848, abbiamo detto, la vigilia della seconda repubblica proclamée sans fanatisme et acceptée sans opposition , come il Nostro commenta il 6 marzo, riandando con la memoria a quella prima rivoluzione della sua giovinezza lionese che, nel luglio 1830, ce boulevarsait toutes les idées, toutes les habitudes intellectuelles de ma jeumesse , una portata sconvolgente ed un'incisività radicale delle trois glorieuses che noi in Italia siamo sovente portati a sottovalutare.
Ora peraltro, nella rivoluzione sociale che Ozanam vede con grande prontezza adden­sarsi alle spalle di quella politica del febbraio 1848, la novità più suscettibile di sviluppo è costituita dal fatto, logicamente concatenato a quelle che erano state le anticipazioni del Nostro, che oc la classe inf érieure qui fait son avènement parait bien plus éclairés, plus morale, moins irreligieuse que la bourgeoise à laqueUe elle succede sì da respecter Dieu dans ses églises (il padre Lacordaire è potuto tornare prontamente, e più che mai trion­falmente, a tenere i suoi quaresimali dal pulpito di Notre Dame) e ciò quantunque, a dif­ferenza che nel 1830, ce il n'y avait point de ehefs, point de conspiration, rien de preparo .
Ciò induce Ozanam ad una interpretazione fervidamente provvidenzialistica della rivoluzione e del Quarantotto nel suo insieme, nel cui sfondo continua a campeggiare Pio IX (ce Louis-Philippe avait servi à soutenir l'ordre matériel du monde, en attendant que l'ordre moral se reconstituàt par la réconciliation definitive du christianisme avec la liberto ).
Libertà di culto, ordine pubblico, difesa della proprietà, lealismo repubblicano, ap­paiono al Nostro le parole d'ordine grazie alle quali la repubblica potrà contare su una componente e su un'ispirazione cattolica tutt'altro che trascurabili (ce Sauvons les autels et nous aurons tout sauvé ) anche nel campo delle controversie economiche, che non a caso sembrano ad Ozanam profondamente alterate se lo Stato interviene, come si minaccia, per la fissazione dei minimi salariali.
Egli crede, e Io conferma il 22 marzo, in un ce remaniement de la propriété analogo a quello verificatosi nell'alto medio evo con l'introduzione del feudo e dei beni ecclesiastici, ma lo inquadra in un panorama cosi vasto, dall'emancipazione delle nazionalità oppresse, per la quale il ruolo specificamente italiano di papa Mastai è ancora una volta sottolineato, alla cristianizzazione della repubblica, per cosi dire, a integrarsi col romanticismo di Lamartine ed il sansimonismo di Buchez (lettera 11 maggio 1848) che la portava rivoluzio­naria di questo remaniement viene sostanzialmente a verificarsi, e tra borghesia e