Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO MASSIMO TAPPARELLI D' LETTERE
anno <1981>   pagina <359>
immagine non disponibile

Libri e periodici
359
proletariato si ribadisce un'intesa di massima alla luce dell'alleanza tra cristianesimo e libertà, che è il grande, pregiudiziale ed indiscusso risultato di Pio K.
A prevenire le conseguenze pericolose della questione sociale e del pauperismo, insi­ste il 31 maggio, occorre che la democrazia, nella sua forma repubblicana a qui est la plus naturellc et la plus sincère induca la proprietà nel senso tradizionale del termine a se dcpouillcr lihrcment per evitare di essere e violemment compromise 9.
Ma le giornate di giugno non sono fatte certo per autorizzare il gradualismo e soprattutto l'ottimismo che il Nostro aveva sempre rivendicato con forza contro le vedute catastrofiche ed apocalittiche dei clericali dcll't/mvers.
Non è perciò un caso che sia la morte di Chateaubriand ad ispirargli, il 31 luglio 1848, una sorta di epicedio sul recente passato a cui ai contrappone non più che una generosa professione di fede per Favvenire (a H semble que la patrie s'en va... avec tout plus que jamais. Je la crois longue, meurtière, mais destinée tòt ou tard à plier sous la condition de l'élat de siège, avec la popularité renaissante du catholicisme compromise par les difficultés présentes de Pio IX... J'ai toujours cru à l'invasion des barbares; j'y crois plus que jamais. Je la crois longue, meurtière, mais destinée tòt ou tard à plier sous la loi chrétienne, et par conséquent à régénérer le monde ).
Ozanam parla espressamente, il 24 settembre, di democrazia cristiana, conferma la sua militanza in quello che Lenormand ha chiamato suggestivamente oc le parti de la con* fiancc a, schermaggìa con Montalembert, ma insomma è evidente che le vicende della seconda metà del 1848 lo costringono sulla difensiva, Bino a dover inviare il 25 marzo 1849 a papa Mastai, insieme con Maret ed Arnaud, una sorta di giustificazione della linea seguita dalla loro rivista, L'Ere Nouvelle, che si accentra sulla rivendicazione d'aver solle* citato un pacifico intervento armato francese a Roma fin dall'indomani immediato del l'assassinio di Pellegrino Rossi.
A onesto punto la lettera a Tommaseo del 24 aprile 1849 rimane come il superstite ed estraneo frutto della primavera quarantottesca, quelle nozze del cristianesimo con la libertà che vengono auspicate ancora il 17 maggio come celebrate dal cannone di Marghera, anche se altrettanto non può dirsi certo per quello che tuona sul Gianicolo.
Le felicitazioni di metà agosto 1849 all'arcivescovo di Parigi per la sua lettera in favore di Venezia conferma che queste nozze possono stringersi soltanto sulla prospettiva tutta romantica delle nazionalità e della loro indipendenza, una prospettiva rispetto alla quale Roma è tornata purtroppo ad essere molto lontana.
RAFFAELE COLAPIETRA
ROMANO F. ESPOSITO, Pio IX La Chiesa in conflitto col mondo. La S. Sede, la Masso­neria e il radicalismo letterario; Roma, Edizioni paoline, 1979, in 8, pp. 395. L. 9.000.
Pio IX è stato il personaggio più discusso del Risorgimento. Non è il caso di riper­correre le fasi salienti della sua vita e del suo pontificato, poiché sono a tutti ben note. Diciamo che fu il Papa prima del dialogo e poi del rigetto completo del mondo moderno. Figura contradittoria dunque, che l'autore confronta serenamente con l'associazione anti­clericale per eccellenza: la Massoneria.
Correva voce, nella seconda metà dell'800, che il conte Mastai-Ferretti fosse stato iscritto nel 1824, in America, alla Loggia massonica di Filadelfia. A questo fine fu pub­blicata dal libellista De Silvestrì-Falconieri, un fotomontaggio che mostrava mons. Mastai-Ferretti adorno delle insegne massoniche. Sulla scorta di documenti del tempo e con propri rilievi, l'autore dimostra la falsità sia dell'iscrizione, sia del ritratto.
Dedica la maggior parte delle pagine del suo saggio ai rapporti autentici tra il Papa e la Massoneria; è questa, infatti, la parte più interessante del volume.
Tra le altre cose riaffiora un fatto del tutto sconosciuto: in occasione della morte del vescovo di Livorno mons. Gavi, i massoni si associarono alle onoranze funebri, mostrando una notevole apertura non soltanto verso il presule, ma anche verso la Chiesa.