Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO MASSIMO TAPPARELLI D' LETTERE
anno <1981>   pagina <361>
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Libri e periodici
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MINO MULINACCI, La bella figlia del lago. Cronaca ìntima del matrimonio fallito di Giu­seppe Garibaldi con la marchesina Raimondi rigorosamente ricostruita sulla scorta di centinaia di documenti in gran parte inediti (Storia e documenti, 29); Milano. Mursia, 1978, pp. 278, ili. 34. L. 7500.
Sull'oc Eroe dei Due Mondi , si è scritto moltissimo (la più recente biografìa critica, quella dell'inglese Jasper Ridley, è del 1974), ma esce sempre qualcosa di nuovo, vedi qualche lettera conservata da affezionati custodi delle memorie risorgimentali, o dal caso. Da ciò lo spunto a portare un contributo su riviste o in terza pagina, o come in questo caso a rimeditare certi aspetti della personalità di Garibaldi, il libertador , lo stratega, il rivoluzionario, etc. Mino Mulinacci, brillante giornalista, già apparso spesso sulle terze pagine, volto ad un pubblico non specialista, si propone stavolta lo scopo a di intaccare, di proposito, quella certa oleografìa risorgimentale che ha inteso trasformare Garibaldi in un semidio (p. 6). Le lettere del caso, scoperte nel 1967 nel Fondo Piancastelli della Bi­blioteca civica di Forlì si riferiscono al secondo' matrimonio di Garibaldi, quello celebrato nel gennaio 1860 con la marchesina Giuseppina Raimondi, e annullato dopo vent'anni di battaglie legali e al discreto interessamento di Depretis e dello stesso Re Umberto. Sul finire del secolo ci fu polemica fra i superstiti di quei giorni e vari altri studiosi, con il campo diviso fra raimondisti e antiraimondisti ; e se Alessandro laudo può ben ascri­versi come il più illustre dei primi, il Mulinacci appartiene senz'altro ai secondi.
H sottotitolo ce cronaca intima è indicativo del modulo seguito dall'autore in questa ricerca. L'argomento ovviamente si prestava, l'esuberanza passionale di Garibaldi da sempre nota, quella altrettanto accesa, ma ignota ai più della marchesina Raimondi provocarono quel matrimonio subito fallito. Tornando alle famose lettere cosa dicono di nuovo? Che la marchesina si sia fatta sedurre a bella posta dal generale, onde coprire con un matri­monio riparatore il frutto della relazione con Gigio Caroli, bello, ricco e sventurato, molto romantico, ma ben poco gentiluomo. Solamente una lettera consegnata al nizzardo sul sagrato della chiesa dopo le nozze, con la notizia della tresca ancora in atto fra il Caroli e la Raimondi provocò la separazione fra i due sposi. Il Mulinacci si muove con molto agio, Io stile è brillante, la bibliografia da lui raccolta sull'argomento imponente. Il ritratto dei protagonisti che ne esce è quello di ima Giuseppina Raimondi giovane incerta fra le lusinghe matrimoniali dello stagionato ma celebre generale e le profferte concrete del­l'aitante Gigio; Garibaldi confermato come facile all'innamoramento e molto poco scaltro nei rapporti con l'altro sesso. In più una folla di comprimari, che hanno un ruolo di rilievo in questa storia, ma anche nei moti, risorgimentali. Mulinacci, per completare il quadro ce Garibaldi e le donne , narra le coeve relazioni con la tedesca Speranza von Schwartz, e con due donne di più umile condizione, Battistina Ravello (da cui ebbe una figlia, Anita) e Francesca Armosino, sua terza moglie. Tornato infine sul proposito del* l'autore di infrangere l'oleografia risorgimentale ci sembra voler sfondare porte aperte, con tutti gli studi sulle favorite reali dalla Bela Rosin alla latta, e a quelle del cardinal Antonelli che sono usciti, per non parlar poi della più recente satira a fumetti disegnata da Chiappoli!
FLORIANO BOCCINI
Carteggi di Bettino Ricasoli. Voi. XXVIII: 2 gennaio 1873-18 marzo 1876 a cura di GIU­LIA CAMERANI e CLEMENTINA ROTONDI (Fonti per la storia d'Italia, 134); Roma, Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, 1978, in 8, pp. 593. L. 10.000.
È giunta ormai agli ultimi volumi la pubblicazione dei Carteggi Ricasoli a cura del­l'Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, che sostituiscono l'ottocente­sca edizione preparata da Tabarrini e Gotti e la migliorano notevolmente proprio per la vasta esplorazione archivistica, il reperimento di inediti, l'accuratezza di note, riferimenti, -jjjjjcj ecc. Il presente volume, dovuto alla diligenza e all'attenzione di Giulia Camerani e di Clementina Rotondi, riguarda un periodo in cui il Barone di ferro non partecipa, come