Rassegna storica del Risorgimento
AZEGLIO MASSIMO TAPPARELLI D' LETTERE
anno
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1981
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pagina
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371
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Libri e periodici
371
l'opinione pubblica, la mobilitazione del consenso, come oggi si direbbe, che è pure un fattore sociale di psicologia storica col quale è indispensabile fare i conti.
E vi è un terzo elemento attualissimo che nell'opera in questione appare assai in ombra, a parte una bella pagina sulla Cuneo-Vcntimiglia, l'inserimento della strada ferrata nel territorio, la sua funzione modificatrice o comunque interpretativa dell'ambiente e del paesaggio, cosi dal punto di vista strutturale come da quello meramente estetico.
Senza ferrovieri, senza mito, senza panorama, le rotaie dell'A. sono dunque essenzialmente un elemento economico nell'articolazione dell'Italia liberale e fascista: ed è qui appunto il gran merito dell'A., aver reso gradevole e succosa un'impostazione che di per si sarebbe potuta apparire circoscritta agli addetti ai lavori.
Quando leggiamo, ad esempio, che nel 1905, all'atto della nazionalizzazione del servizio, l'85 dei 13 mila Km. delle ferrovie italiane permaneva ad un solo binario, con un passaggio a livello ogni Km. di linea, col 40 delle locomotive più che trentenni, con una buona ventina di fermate anche per i treni più veloci, quando in Inghilterra non erano più di tre, ci rendiamo subito e concretamente conto di un eerto stato di cose, che gli episodi dei grandi terremoti di Messina e della Morsica concorrono a drammatizzare, anche se a livelli d'efficienza, a quanto sembra, complessivamente superiori a ciò che s'è dovuto registrare per circostanze consimili in tempi recentissimi.
Parimenti, tra i numerosi altri dati, s'intende, quello concernente i 25 treni giornalieri per il trasporto delle munizioni nel 1918 rispetto agli 80 che venivano giudicati indispensabili, ci fornisce un elemento impressionante per comprendere la riluttanza all'offensiva che caratterizzò gran parte delle sfere dirigenti, non soltanto militari, fin quasi alle ultime settimane del conflitto, cosi come, per conversò e contemporaneamente, la quintuplicazione del traffico attraverso il Fréjus costituisce per la trazione elettrica la più trionfale delle controprove.
H congresso dell'Augusteo e la marcia su Roma in versione ferroviaria sono altre pagine in cui la verve dell'A. ha modo di sbizzarrirsi: ma, accanto a questi bozzetti di bel piglio giornalistico, va ricordata la ricca ed approfondita trattazione sulla concorrenza automobilistica, che già nel 1932 aveva sottratto il 20 al traffico ferroviario, donde il lancio delle littorine e dei treni del popolo, una delle manifestazioni più caratteristiche del fascismo in quanto regime di massa, l'Italia che cambia, insomma, ma in quelle forme anonime e collettive che il dopoguerra avrebbe ribaltato, attraverso l'individualismo e la privacy esasperati delle innumerevoli piccole automobili degli innumerevoli piccolissimi automobilisti, piccolissimi, ma proprietari: e, trent'anni d'esperienza sono lì a dimostrarlo, nel senso quiritario del termine, ius utendi et abutendi e usque ad infera, magari in senso traslato, fino all'altro mondo.
RAFFAELE COLAPIETRA