Rassegna storica del Risorgimento
AZEGLIO MASSIMO TAPPARELLI D' LETTERE
anno
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1981
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pagina
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381
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VITA DELL'ISTITUTO
BOLOGNA. H nostro Comitato e il Museo Civico del I e II Risorgimento, col patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Bologna, hanno indetto, il 27 maggio 1981, un a Incontro di Studio su i Moti del 1831 in occasione del loro 150 anniversario.
Nella elegante sala della Società medico-chirurgica, gentilmente concessa, si è raccolto un folto e scelto pubblico di nostri Soci e anche di giovani studenti.
Il Presidente del Comitato, prof. Umberto Marcelli, ha preso la parola per salutare i convenuti e leggere il telegramma di adesione dell'Assessore alla Cultura proLssa Sandra Soster e quella del Presidente del Comitato di Modena prof. Giorgio Boccolari; quindi ha introdotto rapidamnte 1* Incontro di Studio mettendo in rilievo che i Moti del 1831, sebbene condotti dai moderati, che tali erano per estrazione sociale e per abito mentale, e pervenuti a risultati apparentemente irrilevanti dal punto di vista rivoluzionario, ebbero una loro notevole importanza nella prospettiva storica dello Stato Pontificio e del nostro Risorgimento. Infatti ridestarono, specialmente nelle province soggette alla S. Sede al di qua degli Appennini, una avversione al potere temporale che fece assumere a volte alla politica dei liberali l'aspetto di una ribellione separatistica. Soltanto dopo il 1836 fu restaurata una certa quiete a Bologna e nelle Romagne, senza che si spegnessero le aspirazioni costituzionali e antitemporalistiche di gran parte della borghesia e del popolo. Non per nulla la dichiarazione più solenne del 1831 a Bologna aveva proclamato la fine del potere temporale. Negli stessi anni l'instabilità dello Stato della Chiesa suscitò, oltre all'intervento austriaco, quello delle grandi potenze, delineando fra di queste una contrapposizione di interessi e di intenzioni nei riguardi della Roma pontificia, che doveva poi perpetuarsi e maturare, coinvolgendo tutta la situazione italiana.
H prof. Marcelli ha dato poi la parola al prof. Bruno Barbini che ha svolto una relazione su Scritti inediti di Francesco Orioli: contributo alla biografia di un ministro del Governo delle Province Unite . Nell'intervento sono stati analizzati attraverso una serie di lettere inviate ad un amico viterbese taluni aspetti della complessa e talora contradittoria personalità di Francesco Orioli, uno dei protagonisti della rivoluzione del '31 a Bologna e nel Governo delle Province Unite, poi esule a Parigi ed a Corfù fino all'amnistia concessa nel 1846 da Pio IX. La nostalgia della patria lontana, l'alternarsi di speranze e delusioni sulle possibilità del ritorno, la progressiva affermazione come studioso negli ambienti culturali prima della capitale francese, poi dell'isola ionica sono i temi fondamentali e ricorrenti nelle lettere degli anni dell'esilio, mentre in quelle del periodo successivo domina il motivo del ritorno alla vita politica, con la partecipazione come candidato alla consultazione elettorale del '48 nello Stato Pontificio. Le lettere che concludono la serie costituiscono un'ulteriore testimonianza del processo involutivo che porto Orioli, negli ultimi anni della sua esistenza, su posizioni moderate ed infine addirittura reazionarie, tanto da indurlo a rinnegare il suo passato e da costituire motivo di imbarazzo per coloro che, alla sua morte, vennero chiamati a ricordarne la figura e l'opera, e che preferirono in genere limitare la commemorazione allo scienziato, tralasciando di parlare dell'uomo politico. Dalla trattazione che si è avvalsa anche dell'autobiografia pubblicata dal Lumbroso nel 1892 il personaggio Orioli è uscito forse smitizzato, ma ha acquistato, in compenso, una viù viva e profonda umanità.
Al prof. Barbini ha fatto seguito il prof. Riccardo Casimiro Lewanski, che, nel trattare de ce I Moti del 1831 dalla Polonia all'Italia Centrale: il Generale Giuseppe Gra-binski , si è soffermato sulla situazione della Polonia e della nostra Penisola in quell'anno. La sua disamina ha messo in luce le analogie e le differenze fra le due Rivoluzioni che dovevano trovare nel Gen. Grabinski un nesso ideale e pratico. La lotta dei patrioti italiani e di quelli polacchi rispondeva sostanzialmente alle stesse esigenze.
È seguito il prof. Piero Zama su e La rivoluzione del 1831 e la Romagna . Il tema ha avuto particolare interesse perché il relatore in proposito ha voluto dimostrare che alla