Rassegna storica del Risorgimento
VOLPE GIOACCHINO
anno
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1981
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pagina
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390
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Alberto M. Ghisalberti
appare da altre lettere, il Suo desiderio e il mio impegno rimasero un desiderio e un impegno. E lo stesso accadde per il volumetto sul '31 che Egli mi aveva chiesto per la collana delTISPI: Dunque fai il 1831. Non dubito che sarà un volumetto interessante e vi avranno rilievo gli elementi tipici di quei moti, nel quadro del Risorgimento (12 luglio 1939). Ma, a novembre... Prepari il 1831? Il volumetto dovrebbe portarci nel vivo delle sette che in quegli anni fecero forse il massimo di lor prova, pure marciando verso il fallimento; dovrebbe presentarci la questione dello Stato della Chiesa; dovrebbe infine darci una idea di quel patriottismo, in quella fase storica fra carbonarismo e mazzi-manesimo . La bontà e la sopportazione del Maestro nei miei confronti erano veramente eccezionali, ma, nonostante un Ti ricordi ancora il 1831 e Memento Mo...lari>, del 1 agosto 1940, e uno sfiduciato E il mio 1831. Ahimé, ahimé! Credo sia ancora in mente Dei. In verità ci tenevo e ci tengo ad avere un volume così fatto nella collana. Confortami, del 13 luglio 1941, l'operetta tanto attesa non uscì mai.
Queste mie inadempienze non Gli impedivano di scrivermi parole di elogio per qualche scrittarello mio, di intrattenermi in interessantissimi conversari su studi suoi, miei e di amici comuni, di ritenermi degno di confidenza. Come quando, nel pomeriggio di Natale del 1932, ebbi due indimenticabili ore di colloquio con lui a proposito della Rassegna storica del Risorgimento e, con una singolare e inattesa prova di fiducia, sul tema della Scuola da Lui diretta e sugli allievi di allora. Non senza qualche imbarazzo, di fronte alla Sua insistenza ( Tn sei fuori dell'ambiente, puoi parlare con franchezza ), espressi il mio giudizio sui tre ottimi amici e studiosi di grande valore che allora lavoravano a Palazzotto Venezia. E fu per me notevole motivo di soddisfazione sentire che il mio parere era identico al Suo. Potei così apprezzare a cuor leggero il bel Presepio che aveva costruito nella casa che allora abitava di fronte a Sant'Agnese fuori le Mura. Padre affettuosissimo, sapeva rendersi conto di uguali sentimenti negli altri. Non posso rileggere senza commozione la dedica a H Risorgimento d'Italia: Al piccolo Ghisalberti in attesa (non c'è fretta!) che egli diventi un lettore di storia. Un amico del babbo (5 luglio 1935). E parecchi anni più tardi trepidò con quel babbo per la salute di quel piccolo d'allora.
Belle, vivaci, interessanti le conversazioni all'Enciclopedia, che avevano ad interlocutori Chabod, Maturi, Morghen, Sestan, e non meno degne di essere rammentate quelle alle quali qualche volta partecipavo nei locali della Scuola o lungo il percorso che collegava Piazza Paganica al grande appartamento del-FEsquilino,
E anche quando, richiesto da Lui di notizie e previsioni sulla guerra, le mie risposte nel gennaio del 1943 Gli procurarono grande dolore (l'ufficio militare dal quale dipendevo non mi forniva materia di illusioni), non per questo cessò il Suo affetto per me. Un angosciato: Tu credi veramente?... mise termine al dialogo.
Persino quando, e questo è ancora di più un elemento a Suo favore, per una delicata vicenda universitaria, io ebbi a trovarmi dalla parte opposta alla Sua, Egli si sforzò di comprendere le mie ragioni, e non si interruppe il vincolo di amicizia da parte Sua, di devozione da parte mia, come fanno fede le lettere di quei giorni.
Gli eventi della guerra ci separarono. A farmi pensare al Maestro lontano giovava anche l'acquisto... clandestino del primo volume dell'Italia Moderna,