Rassegna storica del Risorgimento

PAPA CARLO
anno <1981>   pagina <392>
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UN PATRIOTA LETTERATO SICILIANO: .. CARLO PAPA
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La mancata riconferma di un incarico nella facoltà medica della Università di Catania aveva indotto il dottor don Santoro Papa a trasferirsi dalla provincia etnea, dove era nato, nell'alloro lontana Contea di Modica. *)
In questa città il cognome Papa (diffusissimo nella zona di più profonda tradizione greco-bizantina) indicò esclusivamente la famiglia che ramificò dal suo ceppo, avendo il protomedico (tale era infatti la remunerativa e prestigiosa funzione cui era stato chiamato) sposato nel 1767 Giuseppina Cannata, figlia di Carlo e Agnese Bruno.
Il loro primogenito, Carlo, nato nel 1768, si era addottorato in giurispru­denza e fu avvocato e giudice, infine consigliere alla Grancorte di Palermo, dove si spense nel 1850.
Secondogenito fu Gioacchino, che partecipò attivamente alla vita politico-amministrativa del suo paese, del quale fu decurione ed anche sindaco negli anni intorno al 1830. Egli nel 1794 aveva sposato nella chiesa di San Pietro (la medesima dove 27 anni prima si erano sposati i suoi genitori) Giuseppa Giardina, figlia di Francesco e Margherita Giuca: ne nacquero Teresa, che nel 1817 sposò Pasquale De Nero e, nel 1795, Raffaele, morto nel luglio del 1856. Questi, nel 1823 aveva sposato Clementina Jemmolo (1810-1891), figlia del barone Francesco e di Giuseppa Cartia.
Raffaele si era addottorato in giurisprudenza nella Università di Catania e, capostipite della terza generazione dei Papa ormai di Modica, era stato il primo della sua famiglia a contrarre nozze fuori di città, sposando addirittura la figlia di un barone titolato. Segno che vigevano ancora le consuetudini delForacien- regime le attività professionali del nonno e il prestigio politico (ma anche economico) del padre spingevano questa recente famiglia modicana verso una soglia più alta, allocandola nei paraggi della nobiltà titolata, che seb­bene ormai inflazionata, dopo la costituzione del 1812, doveva conservare ancora un certo fascino.
Forte dei suoi beni ereditari, rafforzati da quelli della moglie nel terri­torio limitrofo di Scicli, il dottor Raffaele Papa svolse attività, diremmo oggi, di banchiere, amministrando i capitali mobiliari della Congregazione di carità, oltre le rendite sue proprie.
Ebbe, in breve, mezzi sufficienti per ampliare e mantenere l'enorme casa del Salvatore, non sappiamo se comprata o fatta costruire dagli ascendenti, e,
!) G. PALADINO, L'Università di Catania nel secolo XVIII, in Storia della Univ. di Catania... scritta da M. CATALANO, M. GAUDIOSO, G. PALADINO, G. LIBERTINI, G. CURCIO, C. NASELLI, Catania, 1934, pp. 254 e 264.