Rassegna storica del Risorgimento
PAPA CARLO
anno
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1981
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pagina
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Enzo Sipione
Vedrai ammoniva il Consigliere con tuo dispiacere irremediabile di nulla aver migliorato per te, né pella famiglia, né pella patria ed adduceva l'esempio ammonitore di un giurista, un tale don Carmelo Giardina, che rifiutatosi di andare a Palermo, dove il ministro marchese Ferreri lo avrebbe sistemato in qualche ufficio giudiziario della capitale, morì povero, pieno di debiti ed oppresso .
È evidente come il vecchio zio, di vero cuore, si senta compreso nella sua parte di guida morale (mèntore, avrebbero detto a quei tempi) e continua: Non ho alcun interesse a consigliarti in opposizione ai tuoi divisameli ti. nem-meno per lusingarmi di godere di una tua luminosa situazione, perché se son oggi [aveva 73 anni] non sarò domani, perciò potrai fare a tuo grado dopo che ho adempiuto alla mia parte: pensa almeno a renderti filosofo, e non restare nel rango di versificatore, impiegando la mitologia a sterili carmi . A questo punto non poteva mancare, come non mancò, il riferimento a Campailla, segno del culto che i modicani gli tributavano ancora oltre un secolo dopo la pubblicazione de L'Adamo, cui si accompagnava un saggio ed intelligente consiglio: quello di volgere intorno uno sguardo ai contemporanei che fan campeggiare la filosofìa ne' loro carmi ed hanno bandito le favole mitologiche. Mi dirai che studi la metafisica, ottimamente: ma la matematica, la fisica, le scienze naturali, la economia politica, etc? . Pretendere tanto da uno studente ginnasiale era troppo, ma l'anziano congiunto consigliava il giovane in termini autobiografici, come colui che aveva vissuto la esperienza illuministica e non era poi rimasto sordo al dibattito fra classicisti e romantici, per cui si sentiva in dovere di mandare al diavolo la mitologia, che agl'insegnanti del Seminario di Monreale doveva tornare invece gradita, per essere un campo perfettamente neutro dentro cui allevare i discenti alla retorica (che è, soprattutto, l'arte di applicare le regole morfologiche e sintattiche) ed all'apprendimento delle lingue classiche. Il Consigliere proponeva invece, contro temi tradizionalmente usuali (e perciò remoti), la tematica concreta, viva nel dibattito di idee della sua epoca.
La ' economia politica ' sembra un quadro o per lo meno un punto di riferimento dentro cui devono contenersi le regole matematiche applicate alle attività dello spirito, così pare intenderla il giudice, che lungo il corso della sua carriera era stato testimone della evoluzione riformatrice di uno Stato che con Tanucci e Caracciolo non può dirsi che stesse alla retroguardia, tutt'altro!
Il 5 settembre 1843 Carlo scrive aU' amatissimo signor padre ragguagliandolo sulla sua salute e sullo stato dei suoi studi:
Già frequento la scuola di eloquenza latina, di algebra e di aritmetica; io nei pruni giorni mi ero tenuto indietro per impratichirmi a costo altrui [aveva, cioè, evitato di farsi interrogare], ma il caso volle che uscito... col professore [di algebra] mi chiese del nome e saputolo dimandò s'era di Modica e parente del Consigliere; avuta la affermativa ... mi colmò di finezza e per usarmi una maggior cortesia non trascura di chiamarmi alla lezione quotidianamente; io mi sono ingegnato a ben corrispondere... .*)
Ammesso che il pronipote non fosse pienamente convinto della prestigiosa autorevolezza dello zio, il professore gliela conferma e gli usa la * finezza * di interrogarlo quotidianamente, costringendolo ad uscire dal comodo anonimato di ' impratichirsi a costo altrui
Essendo nato 1*11 febbraio 1825 Carlo ha compiuto da sei mesi diciotto
*) Lettera inedita in mio possesso.