Rassegna storica del Risorgimento
PAPA CARLO
anno
<
1981
>
pagina
<
398
>
398
Enzo Sipione
Se è vero, come è stato detto, che la poesia è il diario di un'anima, bisogna leggere la Manifestazione e Fine delVAnima, u> composta nel 1846 a Modica, dopo la visione politica sembra puntualizzarsi:
Grandi per te s'alzarono gl'inni al valor Guerriero, e resta eterno il cantico di Pindaro, d'Omero
Al Ghibellin lo spirito temprasti e i carmi e il cor; e in Ini rivisse Italia, che non è morta ancor.
No! non è morta! e s'agita fra le sue genti arcana la fede inestinguibile che sorgerà sovrana. Vive nei forti ingegni che ancor di lei son degni; vive, e sua voce è il fremito di chi blandir non sa, e di chi irato ed esule lascia la patria e va!
Fusa a un immenso palpito che nel mio cor si cela, tu sei movenza all'impeto che l'arpa mia rivela. E pregherò: se fioco
all'immortal tuo fuoco, mal corrispose il tremito delle mie corde ognor, puro tu almen conservalo d'ignavie e di livor.
E tu, se sai, rispondimi: del terreo vel disciolta, ai cerchi dell'empireo torni di luce avvolta?... 0 su la tua favilla, della compagna argilla pesa la colpa?... Ai deboli guardi dell'uomo un vel farà per sempre il gelido coperchio delPavel? ...
Spera! è su te benefico l'occhio di Dio converso, e soffri amando e interroga con fede l'universo. Per te, gentil colomba, non è prigion la tomba; dilegueranno i secoli, tutto vedrai perir; ma è un regno interminabile per te nell'avveniri
Vero è che l'oratoria predomina pesantemente sul sentimento, tuttavia l'ode rivela una più sofferta maturità: il desiderio di conservare il cuore poro ' d'ignavie e di livor ' è sincero, analogia e non pura imitazione di un punto del decalogo manzoniano. Fugato è altresì il dubbio sulla immortalità dell'anima, per cui il riferimento a Dante, foscolianamente * ghibellino * non è solo un tropo, ma la testimonianza che quell'antico autore ha inciso nella coscienza del giovane, predisponendolo a quello che accadrà fra due anni, quando il * tremito ' (e non doveva dar sicurezza comporre e far circolare tale genere di componi* menti, seppur con sotterfugi) cioè la paura dovrà essere fugata.
Un pedagogo conterraneo, in una sua Passeggiata dialogata aveva fatto dire al Precettore del dialogo: se non si ha coraggio bisogna ritirarsi dai litìgi. Che otterreste vendicandovi colle vostre mani? una persecuzione, delle pene, la morte. Ragionate in tutto, e dovendo soffrire un male, scegliete il minore. Questa è la disgrazia necessaria di una Società corrotta . 12> Non può escludersi che anche lo zio Consigliere la pensasse così ed anche il dottore don Raffaele, ma il figlio, per buona fortuna, aveva deciso diversamente, come vedremo.
ti) In Liriche, cit., pp. 11-20.
I2> M. RIZZONE, La Bussola Socievole, Noto, Stamperia dell'Intendenza, 1848, p. 578.