Rassegna storica del Risorgimento

PAPA CARLO
anno <1981>   pagina <402>
immagine non disponibile

402
Enzo Sipione
Francesco Franco, Emanuele Giaracà, Vincenzo Amore, per citare soltanto alcuni di coloro che tramandarono, mediante la carta stampata, il loro impeto di patriot­tismo, ricalcato sulla letteratura di Byron e di Prati, ma comunque sincero.18) Il punto di coagulo di un tale impeto per la maggior parte di loro può essere denominato sicilianismo ,19) al contrario i sentimenti espressi dal Papa nel sonetto Alle due Sicilie (datato Modica 1847) indicavano ancora una predi* sposizione amichevole nei confronti del Mezzogiorno continentale.
Terre sorelle, a cui l'Onnipotente miti die l'aure e il mar, Pestio gentile, chi rancori fra voi semina è vile.
Ardua volge un'età; fraternamente stringetevi in amplesso alto, virile, e al fosco arbitrio o all'ubbidir servile succeda il segno d'un pensier fidente. Oh pace all'ire! e i di sian maledetti dei rimproveri alterni, onde a sciagura vi traean le discordie ed i sospetti.
La maledizione sembra estendersi a quel sicilianismo, appunto, che sta tentando la sua carta estrema e che il giovane ventiduenne, senza titubanza, ripudia maledicendolo, com'era nel gusto melodrammatico dell'epoca, così undici anni dopo, pubblicando il suo primo libro, si proclama un italiano del Mez­zogiorno . È con questo sentimento che egli si caccia in mezzo alle cose, ponen­dosi (forse troppo) in evidenza, e la minuta della lettera che il padre gli scrive il 9 marzo 1849 ha il valore di una fonte insospettabile non solo per la cono­scenza del nostro personaggio, ma addirittura per la rivelazione del concetto che un cittadino di buon senso si era fatto sulla questione.
Figlio carissimo... Nel foglio della Costanza avevo letto una tua parlata, che toccava i signori Perez e Beltrami, ed in seguito la risposta di Perez abbastanza risentita. Ora a ieri dalla parte di Carlo Rizzone si diceva che fosti fischiato in Parlamento e che questo importava l'averti voluto abboccare col partito di Interdonato, repubblicano e in altri ter­mini realista, che tu volesti in Parlamento arringare a favore d'uno di codesti circoli, che già restaro lor presso. Per questo motivo fosti fischiato. Desidererei conoscere con tutta sere­nità se ciò fu vero o è una menzogna che si sparge per discreditarti. Intanto non lascio di raccomandarti di evitare questi attacchi e di regolarti con prudenza se si verificano le notizie telegrafiche di Messina, di essere colà arrivate un'immensità di truppe regie, che secondo ha riferito un bastimento mercantile arrivato in Pozzallo si portano a 40 mila, fra i quali 24000 condannati, liberati dai luoghi di pena e che devono marciare sopra Catania per mare e per terra. È certo che la nostra questione si dovrà decidere colla guerra e che le speranze sopra i romani e i toscani sono svanite, come tutte l'altre basate sopra l'estero. Essendo vera una forza cosi imponente mai è possibile che la partita si può sostenere se questo incantesimo di armamenti e mezzi che finora [avrebbe] potuto com-
18) Cfr. F. GUAUDIONE, Poeti siciliani del secolo XIX, Palermo e Torino, Clausen, 1892, pp. 68-73; 74-80; 89-93; 100-109. A Francesco Franco P. dedica un carme in morte in Liriche, cit., pp. 118-133. Cfr. altresì MARTINO BELTR AMI-SCALI A, Rivoluzione di Sicilia, Roma, 1933 (ed. postuma a cura di G. PIPITONB FEDERICO), voi. I, p. 227.
19) Cfr. I. PERI, // tramonto del mito della nazione siciliana, in Rassegno storica del Risorgimento, 1952, pp. 711-718.
2) In Liriclie, cit., p. 141.