Rassegna storica del Risorgimento
PAPA CARLO
anno
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1981
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pagina
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Noi liberi ed una l'Italia vogliamo .la bella penisola antica,
Enzo Sipione
antica d'illustri fortune e dolor, unita e compatta la gente si dica, l'unisca una spada, la Croce, l'amor.27)
Egli però non è materialista, né anticlericale, come parecchi suoi contemporanei che hanno aderito a quella parte. Gliene mancavano i presupposti remoti e i recenti.
Troppo giovane per potere avere aderito alla Carboneria, appartiene ad nna famiglia lealista: il prozio, avvocato e magistrato,28* che raggiunge un alto grado nella amministrazione dello Stato, il padre stesso inserito nel sistema, come si direbbe oggi, la educazione di base, ricevuta nella scuola di Monreale non ne hanno fatto certamente un bigotto, ma lo avranno indotto a considerare, se non con partecipe attenzione, con rispetto le convinzioni neoguelfe, per cui quando scrive
Milano, Venezia, Firenze, Torino, si stendan la destra, le avvivi un desir; sia Genova lieta nel nuovo destino, sia a Roma di tutte rivolto il sospir.
Sciagura a chi ardisca nel povero orgoglio con occhio di scherno sull'altra guardar; sciagura a chi accresca dell'altra il cordoglio credendo com'essa più in alto brillar.
non sappiamo se enumeri i capoluoghi di provincia di uno Stato accentrato o le capitali di un possibile Stato federale.
C'è, di certo, ehi avverte e verifica le illusioni, che naturalmente si erano maggiormente radicate nei più giovani:
Credemmo nei figli dell'aspro Sannita risorger la gloria d'un tempo che fu; le stirpi Campane nell'ora più ardita credemmo animasse la prisca virtù!
Gli avversari intanto iniziavano la marcia verso Catania
Mirate! S'appressa l'insana ciurmaglia di vile servaggio strumento più vii; non è la falange serrata in battaglia, ma il branco de* lupi che lascia il covil.
E cade Messina la bella dell'onde... la donna di altissimo ardir>, per cui i fratelli dell'altra delle due Sicilie, intrigarono in barbari ceppi
la spada che aprirvi dovea le vie dell'onor; la vostra infamaste nativa contrada,
Z?) / Siciliani e la caduta di Messina in settembre 1848, in Liriche, cit., pp- 238-239.
2 In una lettera datata Palermo 27 ottobre 1824 Carlo comunica al fratello Gioacchino: a Io mi sto disponendo a partire per Catanita a far l'avvocato. La valle di Siracusa è stata unita a quella di Catania: vi vero libero, e spero che presto ci vedremo. Quale orrore non mi fa il passato! La sola idea di viver tranquillo mi consola... . La lettera autografa è in mio possesso.