Rassegna storica del Risorgimento
PAPA CARLO
anno
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1981
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pagina
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407
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Carlo Papa
407
di Napoli il nome copriste d'orror!
Giuriamo animosi: Vendetta! Vendetta!! i lutti co* lutti scontar si dovrà; da noi bestemmiata, da noi maledetta de' nostri oppressori la patria sarà. Eppur... se mai giunge ristante supremo che un trono rovesci, lo sformi col pie, l'amplesso d'amore con lei scambi eremo; s'abbracciano i popoli, se cadono i Re!
Ma i re, non erano caduti e l'epica deve necessariamente trasformarsi in Satira.
Viva l'Italia e i potentati che si resero alleati per farci pecore!
E i cordoni sanitari sembran fasi da lunari in questo secolo.
Ma l'esempio a che non giova? Ora tentasi la pruova d'unirsi i popoli.
Or, sugli occhi al doganiere, ci son quei che fan mestiere di scambio libero.
E si portano da pratici
fin sul muso ai diplomatici,
che l'insaccavano.
E ricambiano il Colera, che fu merce forestiera, con merci indigene.
Poco fa, per bagattelle si trattava della pelle, era uno scandalo!
Così avvien che permutando, ciascheduno di rimando paghi il suo debito!
Verbigratia, il dirsi uguali, fra le pene capitali aveva il maximum.
Dunque or dicesi che sia questa nuova epidemia forte in Sicilia.
Se un romantico, per caso, volea porre addentro il naso: bando perpetuo!
Or gridarla al dispotismo è un trastullo, un fanatismo, scherzo poetico!
Né si stima impertinenza questo porsi in concorrenza Popoli e Principi.
Anzi (è forse un po' immaturo) ma si tiene per sicuro un regno italico.
Quel che monta è che la cosa si è scoverta contagiosa, in onta ai medici*
E m'ha tutto raccontato un mio amico sviscerato in questi termini:
Vìva il Re! viva Pio nono! gridan tutti: e tutti al trono devoti e sudditi.
Una guardia nazionale
s'è richiesta, e non c'è male:
serve al buon ordine!
Tutti diconsi fratelli; e non paiono più. quelli del Vespro et costerà.
Anzi a vista del cannone che li chiama a soggezione, passano e fumano!
w) / siciliani e la caduta di Messina, cit., in Liriche, cit., pp. 238-244.