Rassegna storica del Risorgimento
BONAINI FRANCESCO ; LEOPOLDO II ; FRIULLANI LEONARDO ; FOSSOMBR
anno
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1920
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pagina
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589
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Per questo lo volle suo primo Ministro, còflpècendoBe jfanm- ( me vuol supporsi) i piccoli difetti.
Della sua destrezza diploma Cica' vnul eitaadeun-esempio Il Granduca Ferdinando era stato molto addent*oi*jfeetta benevolenza di Napoleone I mentre aveva assunto in consorte la nepote Maria Luisa. Aveva per Ferdinando esso Napoleone simpatie, anco più-' MÉQÌÌB, iprciGcch il1 Tniers, fra gli altri, attesta/'ohe il BnonapaTfce pensasse un tempo di ite jeMìgjèdo a Francesco feusMa per-sostituirvi il fratello secondogenito. Fatto è che tra Hàfloleonei e l?eird;iuand',o. Ili vi erano rappòrti di amicizia, quali1 possono essere, là Principi.
Napoleone, confinato all'Elba, vive -in gpànd'ànsia, essendo ormai un semestre che non; sa né della consorte, né del figlinolo. Se ne affligge* '.e -pensa scriver lettera alla moglie, g'confidarla, perchè pervenga ai destino suo.:, allo -zio Ferdinando1 III, che regge la vicina Toscana. Il (Si-auduca non rinnega JfafEéttQ, ;auìtieo, e trasine la lettera a Vienna: SerjItfefMfcèJà a Napoleone in cu}" dèncalVanieMè' tocca della sua situazione di :rnte al fratello 5 0 questa letteraiser-basi tuttora-sd5 mano-del eonsigliél'e Fossombróni.
Nei cennlisul cMsrgU Prullant fu d'etto assai intorno alla direzione data; al Gteerno tLela foscain Ùi ristringeremo adesso a tLiiaiitoj concerne ila condotta teli ossonMoni a cui si fanno vari
appunta*-
La superiorità del suo in teLlelvto, -gir :itìaportajifci uffici durante l'Impero francese sostenit -a T'arici : la gm dì; scienziato, lo rendevano superiora molto ad ogni aUti'o: dei stiói eoHcglii: quindi facilmente si spiega co.in'egtì." dteomiégfaÈewti>! non già col mostrate li VOMÈSÌ ìmitiromettere 'iti qnì isolo ajffas marollo: imporre la propria volontà qualunque voBa ima passione anche pjécoter; e-ito spignesse,' psava-teuéi ..di'ini suo sottoposto'.-' 'tél gpÉEftagfr1 <0OrSifiÉj vecchio ffuo;Tnn' .che, gli fe semp! jfcoto> 'JStóóantei .sfeVquesM fu colpa non Jfticife maggiore di gfpPfli cjueJlà certa.. Aptffzai che l'asftiòi -introdurre in lOgùf; 0Sai 'toscana,, pn .eaiisa',, 'fe fi mliiVh .h:e il maivetetì' ffib Qjpìi m 'gio-vanR- ic jbft lenisse Ietto ;aiffa S'epetema. afàal dfél* Éof 4iw* taf cwÌtonÉ M BuonVfiipà pr gelosia di polene, il ViiitótìWÌPiiecHid; e vi sostituì un mudMo- foco abile- -e molto 'aifranotìeaJfco. Uditore Bonj tyjM defcté in aiuto fl poppo" fotò'LaniùeBi, f poi 11 successe ma prova mjce. Selle cose 'M Maremma. wiì0i> mie prime -alunni pmmmì ma vuftp in tiàfì vastfcBanft'e mallevo le, j fiu v<Été te *mtéfat. matemate 'MM ; la -sagena, fftó