Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1981>   pagina <489>
immagine non disponibile

Libri e periodici
489
complessiva, non generica e compilatoria, ma pensata ed articolata nei suoi diversi aspetti concreti . *)
Ora mentre la produzione sul movimento socialista appare, come si accennava sopra, sovrabbondante e non di rado oc generica e compilatoria , il lavoro di Punzo, per usare ancora le parole di Morandi e per restare nella sua visuale, è pensato e articolato . Esso, però, se è impeccabile o quasi per la documentazione archivistica e per quella pub­blicistica, di meno lo è sul piano bibliografico.
Suscitano, ad esempio, alcune perplessità le mancate segnalazioni di volumi che l'A. certamente conosce di Alceo Riosa (Il Partito socialista italiano dal 1892 al 1918, Bologna, 1969) e di Adalberto Nascimbenc (Il movimento operaio in Italia. La questione sociale a Milano dal 1890 al 1900, Milano, 1972), con una loro utilità per la sintesi d'assieme e degli articoli di Mario Punzo (La tattica elettorale nel dibattito interno al PS1 (1900-1912), in Mondo operaio, XXVIII (1975), pp. 70-77) e di Volker Hunecke (Comune e classe operaia a Milano (1859-1898), in Studi storici, XVII (1976), n. 3, pp. 63-96), da rammentare per il corredo delle loro notizie. Punzo dimostra a più riprese la propria sim­patia e il proprio appoggio alle opzioni socialiste: è pronto all'aggettivazione favorevole, è attento, è interessato fino alla sfumatura per tutto ciò che riguarda la vita milanese del partito di Turati. Il suo è un contributo di peso su un importante settore dello schie­ramento politico, è un contributo, che è, come dire, dettato dall'interno.
Per una storia del socialismo italiano, che sia definitiva ed obiettiva e che sia fatta anche sulle realtà locali, è da seguire l'indirizzo tracciato da Morandi: è necessario un lavorìo analogo a quello che s'è dovuto compiere nei primi anni del secolo per sottrarre gli studi storici sul Risorgimento alle tradizioni agiografiche, al gusto dell'oleografia, ai pericoli del dilettantismo; ma senza cadere negli stessi limiti ed errori d'una erudizione archivistica o d'una critica documentaria non sorrette dal senso vivo delle questioni, da una ricca problematica, da un consapevole giudizio etico-politico . 3)
VINCENZO G. PACIFICI
ALBERTO AQUARONE, L'Italia giolittiana (1896-1915). I. Le premesse politiche ed econo­miche; Bologna, Il Mulino, 1981, in 8, pp. 466. L. 12.000.
Lo storico è tale, se il suo intento non è di fare propaganda, sibbene di capire, nella sua genesi, nelle sue caratteristiche, nel suo sbocco, lo svolgimento che studia : a questo canone storiografico, fissato da Valiani, 8 sono riandato, convinto di averne trovato una convalida pratica, appena conclusa la lettura del volume di Aquarone. Un'opera questa, che raggiunge nella quasi totalità delle sue affermazioni toni convincenti e persuasivi.
È logico e naturale si possano formulare delle riserve, invero marginali, quali, ad esempio, quelle sulle ragioni dei cattolici nel loro impegno per le autonomie locali. Appare molto più realistica l'ipotesi sulla volontà di indebolire alla sua base lo Stato liberale piuttosto che quella, di un tentativo per costituire ce una società paternalistica ancora tenacemente legata ai valori tradizionali del mondo rurale .
Aquarone non manca, comunque, di sottolineare, con esattezza e rispondenza, i veri sentimenti dei cattolici intransigenti, di cui è specchio, tanto per citare un'opera non immediatamente coeva, la dura Storia dell'Azione cattolica in Italia (1865-1904), pubbli­cata dal sacerdote Francesco Olgiati nel 1920.
2) C. MORANDI, Per una storia del socialismo in Italia, in Belfagor, I (1946), pp. 162-168, ora in Nuova Antologia, CXVI (1981) pp. 186-194. La citazione è a p. 188.
3) Ibidem.
*) L. VALIANI, Il movimento operaio e socialista, in AA.W., L'Italia unita. Problemi ed interpretazioni storiografiche, a cura di R. RAINERO, Milano, 1981, p. 22.