Rassegna storica del Risorgimento

<> 1850-1870; PAPATO POTERE TEMPORALE
anno <1982>   pagina <182>
immagine non disponibile

MOTIVAZIONI RELIGIOSE E SOCIALI NELLA DIFESA DEL POTERE TEMPORALE DEI PAPI
(1850-1870)
Più volte Pio IX riaffermò in encicliche, lettere apostoliche ed allocuzioni " la necessità che il Papa, a tutela del suo magistero spirituale, esercitasse anche la sovranità temporale.2)
La lettera apostolica Cum Catholica Ecclesia del 26 marzo 1860, con la quale si fulminava la scomunica maggiore contro i violatori dello Stato Pontificio, con­tiene uno dei più precisi pronunciamenti papali sulla necessità del potere tem­porale:
La Chiesa cattolica, fondata e istituita da Cristo per reterna salute degli uomini, avendo forma di perfetta società in virtù della sua stessa istituzione, deve per conseguenza fruire di tale libertà, che nell'adempimento del sacro suo ministero non sia soggetta ad alcun potere civile. E siccome, per operare liberamente, come doveva, ella aveva bisogno di quei mezzi adatti alla condizione ed alla necessità dei tempi, la divina Provvidenza, con consiglio al tutto singolare, ha disposto che, caduto il romano Impero e frantumatosi in molti regni, il Romano Pontefice che era stato costituito da Cristo capo e centro di tutta la sua Chiesa, conseguisse un Principato civile. Con ciò veniva dallo stesso Dio sapientis­simamente provveduto che, in tanta moltitudine e varietà di Principi temporali, il Sommo Pontefice godesse di quella indipendenza politica, che gli è tanto necessaria per esercitare, senza alcun impedimento, a favore di tutto il mondo, la sua spirituale potestà, autorità e giurisdizione... Facilmente poi si capisce come cotesto Principato della Chiesa Romana, benché per sua natura tenga del temporale, tuttavia, in virtù della sacra destinazione e dello strettissimo vincolo che lo unisce coi massimi interessi delle cose cristiane, riveste indole spirituale di cosa sacra. Ciò tuttavia non impedisce che possano da esso procurarsi tutti quei beni che conducono anche alla felicità temporale dei popoli, come la storia del potere civile esercitato dai Romani Pontefici, per tanti secoli, luminosamente dimostra.3)
J> Cfr. le encicliche Noscitis et Nobiscum (8-12-49), Qui Nuper (18-6-59), Nullis Certe Verbis (19-1-60), Respicientes Ea Omnia (1-11-70), Ubi Nos Arcano Dei (15-5-71); le lettere apostoliche Ad Apostolicae (22-8-51) e Cum Catholica Ecclesia (22-8-51); le allo­cuzioni Quibu8 Quantisque (20-4-49), Si Semper Antea (20-5-50), Iamdudum (18-3-61), Maxima Quidem (9-6-62).
3) Nell'enciclica Respicientes Ea Omnia (in Tutte le encicliche dei Sommi Pontefici, a cura di E. MOMIGLIANO, Milano, 1964, pp. 291-300), Pio IX citò due volte documenti di Pio VII, che nella costituzione apostolica Cum Memoranda (10-6-1809) aveva scritto: ... anche se non vi fossero altri motivi, i presenti avvenimenti dimostrano quanto è conveniente e necessario questo principato temporale, per assicurare al Supremo Capo della Chiesa il libero e sicuro esercizio del potere che a lui è stato dato da Dio su tutto l'uni­verso (in La Chiesa, Insegnamenti Pontifici a cura dei monaci di Solesmes, tr. it., Roma, 1961, voi. I, pp. 119-120). Dell'immediato predecessore di Pio IX, cfr. // trionfo della Santa Sede e della Chiesa contro gli assalti dei novatori combattuti e respinti colle stesse loro armi, Opera di D. MAURO CAPPELLARI Monaco Camaldolese ora Gregorio XVI Sommo Pontefice, Venezia, 1832 (i primi capitoli in particolare trattano del potere temporale).
3) In La Chiesa cit., pp. 202-203.