Rassegna storica del Risorgimento

<> 1850-1870; PAPATO POTERE TEMPORALE
anno <1982>   pagina <186>
immagine non disponibile

186
Massimo de Leonardis
di Stato ed il Sovrano si è fatto Papa (così in Inghilterra, Russia, Norvegia e Svezia, Turchia) praticando la persecuzione religiosa, cosicché, ad esempio, l'Irlanda geme sotto l'oppressione anglicana ed avviene l'eccidio fanatico della Polonia per mano della Russia scismatica. La conclusione della Civiltà Cattolica38* è Che la separazione della Chiesa e dello Stato non è possibile, se non nelle condizioni d'esistenza dei paesi cattolici, di cui il Capo spirituale non può stendere le mani sulla forza pubblica, e di cui i Governi non possono sten­dere le mani sul capo spirituale . Se si fosse tolto il potere temporale al Papa rendendolo suddito di uno Stato, o il Pontefice in breve tempo si sarebbe impa­dronito del governo di esso divenendo nuovamente Papa-Re, oppure il capo politico si sarebbe impadronito della Chiesa facendosi Re-Papa e provocando al­trove il sorgere di altri Re-Papi: un sistema di tipo russo o anglicano avrebbe sostituito l'indipendenza del culto e la libertà di coscienza dei paesi cattolici.
L'indipendenza e la sovranità del Pontefice costituivano dunque la garanzia e la condizione della libertà di coscienza non solo dei cattolici, ma secondo La Civiltà Cattolica,30) anche degli acattolici, e quindi dell'uomo in generale . In che consiste la libertà di coscienza de' cattolici? si chiedeva la rivista nel non avere a moderatrice della medesima se non quella regola, a cui li assog­getta la loro fede, cioè l'autorità di Cristo vivente nel suo Vicario . Non solo quindi il Papa doveva essere pienamente libero e padrone di sé, ma anche i fedeli dovevano poter liberamente comunicare con lui e seguirne le direttive. Una offesa sostanziale la libertà del cattolico riceveva se al Papa si impediva di operare liberamente; una accidentale quando legislazioni laiciste ostacolavano la religione. Il potere temporale e l'armonia tra leggi civili ed ecclesiastiche (consentita dalla distinzione tra Chiesa e Stato, non dalla separazione) impedi­vano il realizzarsi di tali offese.
Nei paesi a religione mista, la libertà per i cattolici si tirava dietro anche la libertà per gli acattolici in quanto lo Stato trovandosi davanti una autorità religiosa da esso indipendente grazie al potere temporale, era indotto a consi­derare la religione in generale al di fuori della sua competenza. Solo gli atei ed i materialisti, sozza greggia di Epicuro , potevano quindi desiderare l'abbat­timento dello Stato pontificio.
In Roma la libertà di coscienza dei cattolici era resa perfetta, perché non il Re è divenuto Papa, ma il Papa è divenuto Re , non la religione diviene strumento della politica, bensì quest'ultima e soggetta alla prima. Il popolo romano non incontrava alcun impedimento, anzi veniva aiutato, a praticare la religione cattolica, cosicché il Governo pontificio non solo presenta l'ideale del Governo cristiano, in cui cioè la legge umana sia del tutto soggetta alla legge divina; ma presenta altresì l'ideale di un Governo, in cui la coscienza cat­tolica sia pienamente libera, perché per niun verso impedita dal seguire il prin­cipio che deve regolarla .
Le argomentazioni della Civiltà Cattolica riflettevano naturalmente le idee allora dominanti nella Chiesa, ove la figura del Papa stava giungendo al mas-
28) Ivi, pp. 524-525. La rivista fa proprie le tesi di VERMEIRBMAGIS, Le Pape-roi et le Rois-papes, lettre à M. G. De Mólinari, Bruxelles, 1867.
29) XI Papa non potevo nemmeno essere ospite di un Principe che gli tributasse ogni riguardo ed onore, perché i critici in malafede della Chiesa avrebbero considerato gli atti del Pontefice ispirati dal Sovrano ospitante, come era avvenuto durante l'esilio a Gaeta presso Ferdinando II (cfr. CC, 1850, voi. II, pp. 642-643).
30) CC, 1868, voi. I, pp. 528-531.