Rassegna storica del Risorgimento

<> 1850-1870; PAPATO POTERE TEMPORALE
anno <1982>   pagina <190>
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Massimo de Leonardis
delle singole accuse per concludere in favore della validità generale del sistema. È vero che il clero pensava prima alla morale ed alla religione, poi alla sus-sistenza di tutti ed alla giustizia ponendo solo in terzo luogo l'arricchimento singolo e collettivo, e non volendo sacrificare tutto alla sete di oro si attirava l'accusa di inerzia, ma ciononostante vivevano molto meglio i contadini e gli artigiani dello Stato della Chiesa di coloro che giacevano nella più brutale mi-seria e nelle più sordide condizioni nei quartieri bassi delle metropoli create dalla rivoluzione industriale, costretti a lavorare 16 ore del giorno per sosten­tare una vita affannosa con patate fredde ed acqua . Come si poteva tacciare di incapacità di governare i sacerdoti di quella religione cristiana che aveva creato la civiltà europea? Senza senso era accusare i preti di non essere legati alla società che governavano perché privi di famiglia e di essere inetti a reggere l'amministrazione perché stranieri e privi di interesse personale. Era semmai vero il contrario perché il non avere vincoli famigliari dava al clero cattolico una abnegazione ed una generosità in altri sconosciuta ed era strana eccezione, che il non avere interesse proprio impedisca di governar bene gli altrui! . Un brettone poteva essere prefetto a Marsiglia, il Piemonte era per metà governato da immigrati, ma un di Belluno non può essere Papa, un di Genova non Se­gretario di Stato . I difetti non nascono dall'essere Governo di preti, ma o da difetti individuali o dall'acerbità dei tempi o da errori d'intelletto o da altre cause fortuite . La repubblica romana aveva ridotto lo Stato in condizioni morali e materiali disastrose, eppure si riuscì in cinque anni a trasformare queste terre in un Eden
Era poi del tutto falso, e lo aveva dimostrato il protestante Guizot, che il clero fosse una casta, in quanto chiunque poteva essere ammesso al sacerdozio ed ai gradi più elevati della gerarchia: Sisto V era figlio di un boattiere, Adriano VI di un domestico inglese, Gregorio VII di un legnaiuolo. La Civiltà Cattolica osservava poi che nei vari incarichi politici, amministrativi, giudiziari, di fronte a 5059 impiegati laici vi erano solo 109 ecclesiastici.481
Un'altra fondamentale accusa che veniva rivolta al governo pontificio era quella di reggersi sulle baionette straniere e di essere quindi un governo debole. Anche qui La Civiltà Cattolica*9) non rinuncia al gusto di ritorcere dialettica­mente l'argomento degli avversari, osservando che uno Stato rettosi per dodici secoli senza praticamente forze armate doveva essere dotato di una immensa superiorità di forza morale e che le baionette straniere ora accorrevano in difesa del Papa non costrette dalla potenza materiale, di cui Pio IX era privo, ma mosse dal peso del diritto.50* Più convincente e più originale un'altra argo-
TORRE, L'opera riformatrice e amministrativa di Pio IX fra il 1850 e 7. 1870, Roma, 1945, e L'anno di Mentana, II ed., Milano, 1968.
47) La più autorevole tra le recenti opere sul pontificato di Pio IX riconosce che, sotto tutti i punti di vista, gli anni tra il 1851 ed il 1857 furono per lo Stato Pontificio i migliori di quel Papato, e durante essi furono adottati intelligenti provvedimenti ammi­nistrativi (R. AUBERT, // Pontificato di Pio IX, II ed. it. dalla II r., Torino, 1969, parte II, pp. 135-187).
**) CC, 1851, voi. I, pp. 170-172. Le cifre erano sincere, ma, osserva I'AUBERT (op. dt., parte II, p. 137), che gli ecclesiastici occupavano le cariche più importanti.
*> CC, 1855, voi. IH, pp. 644-649.
M) La CC, osserva anche che l'uso di truppe straniere era stato comune, ed ancora lo era in Inghilterra, a diversi Stati. L'affermarsi, però, dei movimenti nazionali e poi dei nazionalismi rendeva l'osservazione della CC valida per il passato, meno per il presente