Rassegna storica del Risorgimento

<> 1850-1870; PAPATO POTERE TEMPORALE
anno <1982>   pagina <192>
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Massimo de Leonardis
S. Pietro.5 Nel momento in cui queste parole venivano scritte, nel 1850, si poteva ancora credere che il governo francese avrebbe seguito l'esempio di Carlo Magno; poi, però, l'eredità del Sacro Romano Impero fu impersonata idealmente molto più che da Luigi Napoleone dai de Maistre, dagli Charette e dai Catheli-neau, che si arruolarono nell'esercito del Papa-Re con lo stesso ardore di fede con il quale i loro avi avevano combattuto per Dio e per il Re con le armi in Vandea o con la forza delle idee.
Un'ultima crìtica di fondo veniva fatta sul piano storico allo Stato Ponti­ficio. Si imputava cioè allo Stato della Chiesa di essere stato nel passato causa di discordie e di guerre e di essere ora di ostacolo con la sua stessa pre­senza al risorgimento dell'Italia. Sul primo punto La Civiltà Cattolica rispondeva esservi nn' intima connessione... tra la politica, la pace, l'equilibrio generale delle Potenze cattoliche, e la sovranità temporale dei Papi, divenuta oggimai condizione indispensabile all'attuale stato del mondo .58) Quanto alla rinascita dell'Italia, già Pio IX, nell'enciclica Noscitis et nobiscum, aveva replicato a coloro che imputavano alla Religione Cattolica di opporsi alla gloria, alla grandezza, alla prosperità d'Italia , ricordando che alla caduta dell'Impero Ro­mano, grazie al Cattolicesimo, la penisola era stata preservata dalla barbarie e aveva acquistato una gloria più duratura di quella di un tempo, proprio per il singolare privilegio di possedere la Sede Apostolica .
Ma la difesa più ricca di entusiasmo e di accenti commossi dei caratteri che facevano dello Stato Pontifìcio uno Stato diverso , ultimo lembo di terra ove si realizzava in forma perfetta il regno sociale di Cristo, la si legge non sulla Civiltà Cattolica bensì nelle pagine di Veuillot60) ed in quelle ispirate da Manning. Roma appare al visitatore scriveva la Dublin Revieto6l) come la città di Dio nel suo aperto, pubblico riconoscimento della regalità del Suo Figlio. A Roma vediamo e sentiamo che Cristo è Re, e che la Sua regalità è riconosciuta . Perciò Veuillot aveva scritto che Romha deve sempre eccitare o immenso odio o immenso amore: essa emanava odore di dolcezza, buon profumo di Cristo. In Roma continuava la Dublin Review abbiamo già visto come il regno di Cristo, con le sue leggi e princìpi, siano guardati come il
56) CC, 1850, voi. III, pp. 100-101.
57) Un'altra critica esaminata dalla Civiltà Cattolica era quella di costringere i sudditi a produrre risorse non solo per il mantenimento dello Stato ma anche, in una certa mi­sura, della Chiesa universale. La colpa di ciò ricadeva sulla riforma protestante; infatti prima di essa tutte le nazioni pagavano l'obolo di S. Pietro appunto per non far gravare solo sui romani l'onere del mantenimento della Curia e del clero che serviva tutta la Chiesa. Le tasse restavano comunque bassissime e ciononostante Roma riusciva a fare oc un poco di bene a tutto il mondo (cfr. CC, 1850, voi. III, pp. 112-113 e 1855, voi. Ili, pp. 179-181).
58) CC, 1850, voi. IH, p. 95.
59) 8-12-49, in Tutta le encicliche eit.. pp. 233-234,
<W) Di VeuilJot cfr. il famoso volume Le parfum de Rome, la migliore romantica glorificazione della Roma papale... mai scritta , in Oeuvres Completes, Première serie, voi. IX, Paris, 1926; Le Pape et la Diplomatie, una difesa punto per punto del governo pan lincio, ivi, voi* X, pp. 215-269; Le Pouvoir Tempore! dea Papes, ivi, voi. VII, pp. 496-521; Pie IX et Ics Révolutionnaires, ivi, Troisième serie, voi. XXVIII, Paris, 1933. La più recente e valida biografia è quella di M. L. Bnowrr JR., Louis Veuillot - French Ultra­montane Catholic Journalist and Layman, 1813-1883, Durham N.C., 1977.
6i) Gennaio-aprile, 1870, p. 40. Di tale rivista Manning aveva assunto il controllo nel 1863, affidandone la direzione a William G. Word.