Rassegna storica del Risorgimento

<> 1850-1870; PAPATO POTERE TEMPORALE
anno <1982>   pagina <193>
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Sulla difesa del potere temporale 193
fondamento del governo dello Stato e della famiglia . Perciò tra gli abitanti di Roma era così diffusa la fede nella presenza e nella provvidenza di Dio, e la rassegnazione alla Sua santa volontà. Bisogna leggere le commosse pagine della rivista cattolica britannica sulla devozione al Santo Sacramento quando veniva portato per le vie di Roma e sulla fede religiosa del popolo romano per capire la strenua difesa che veniva fatta di tale ultimo lembo di terra ove non e era separazione tra Stato e Chiesa, la Verità era onorata e l'errore proibito, la moralità e la salvezza eterna dei sudditi erano il primo pensiero del governo.
Dovere dei cattolici di credere all'insegnamento della Chiesa sul potere tempo­rale - Interpretazione della sua caduta.
Il problema del potere temporale non è, insegna La Civiltà Cattolica, pura­mente politico. Così sarebbe se si discutesse il diritto della S. Sede sopra questa o quella parte dei suoi domini, per esempio, sopra Camerino, Urbino ecc., la quistione sarebbe politica. Politica sarebbe se si discutesse la forma ammi­nistrativa istituita da Sisto V, paragonandola p. e. con quella del Consalvi o la presente. Ma quando si vuole stabilire che il clero è essenzialmente inetto al governo perché celibatario ecc., che è illegittimo per la ripugnanza del popolo a quel governo; che fallisce alla sua vocazione essendogli vietato dal vangelo il regno in questo mondo: allora si entra nella sfera dei principii cattolici ove la Chiesa è maestra infallibile .62) La Chiesa ha quindi il pieno diritto di eser­citare il suo magistero dottrinale anche sulla questione del potere temporale e di pretendere per esso l'assenso dei fedeli come lo richiede per tutto il suo inse­gnamento in campo strettamente spirituale.
La sovranità temporale del Papa non è un dogma, ma è il risultato del dogma della libertà del sacerdozio cristiano.a) IL fatto che non si trattasse di un dogma, non autorizzava però i fedeli a contraddire su tale argomento il ma­gistero della Chiesa; chi lo faceva, peccava di disubbidienza, di orgoglio, di temerità e di scandalo , gli restava sì la fede, ma morta ed informe , con la quale non ci si salvava. **>
La Civiltà Cattolica dovette sentire particolarmente pressante il bisogno di rafforzare nei fedeli la convinzione dell'obbligo di aderire all'insegnamento
62) CC, 1855, voi, IH, pp. 163-164. Appunto perché il regno di Cristo non è di questo mondo, forza è che il suo Vicario abbia un regno in questo mondo... La Chiesa, per conservarsi, apparire ed accettarsi come cosa celeste e non terrena, richiede che il suo Capo visibile, il suo Pastore supremo, il suo Maestro universale, il suo Giudice inappellabile, sia scevro dagli interessi peculiari dei diversi popoli alla sua cura affidati, non sia sog­getto a verun potere terreno che possa ispirargli le idee, influire sopra i suoi giudizi, rego­larne o impedirne l'azione . (CC, 1850, voi. II, pp. 644-645). Sulla facoltà della Chiesa di possedere ricchezze, cfr. Del diritto della Chiesa intorno al possesso di beni temporali, CC, 1853, voi. II, pp. 225-240 e voi. IV, pp. 58-74.
63) CC, 1866, voi. III, p. 725, Chi andò più vicino a considerare il potere temporale un dogma di fede fu Manning; egli credette anche di poter dimostrare alla luce delle Sacre Scritture che la caduta della sovranità temporale avrebbe significato il regno in Roma dell'Anticristo ed il Vaticano dovette invitarlo a moderare tale sua visione. Negli ultimi anni della sua vita, quasi alla fine del secolo, Manning ripiegò però su vedute più mode­rate e convenne che la missione della Chiesa poteva svolgersi anche senza il potere tem­porale quale era stato un tempo (cfr. PURCELL, op. cfr., p. 610).
M> CC, 1867, voi. II, p. 204.