Rassegna storica del Risorgimento

<> 1850-1870; PAPATO POTERE TEMPORALE
anno <1982>   pagina <200>
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Massimo de Leonardis
aveva mai provato la minima simpatia per i principi liberali .83) Cedendo a questa indulgenza, ed alle pressioni esercitate su di lui, aveva nel 1848 concesso lo Statuto, che non rientrava affatto all'inizio tra i suoi progetti Lo Statuto rap­presentò restremo limite delle concessioni possibili al Papa; in esso vi erano tutta una serie di norme volte a tutelare pienamente la libertà ed i diritti della Santa Sede e della Chiesa, mentre nel proemio ad opera di Mons. Bussi si richia­mavano le antiche istituzioni rappresentative dello Stato Pontificio e si mettevano in luce gli elementi che impedivano una completa assimilazione dello Stato papale agli altri Stati costituzionali .84) L'impossibile equilibrio tra esigenze della Chiesa ed istituzioni liberali non poteva reggere, ed il candidato libe­rale del conclave del 1846 andò sempre più irrigidendosi sotto i colpi che la Rivoluzione portava alla libertà della Chiesa.
Un altro fondamentale fattore da tener presente nella personalità e nel pontificato di Pio IX, è che egli fu, a dispetto delle apparenze, un Papa religioso e non politico. Le sue condanne del Risorgimento e del liberalismo avevano innanzi tutto una motivazione religiosa ed in campo religioso il suo pontificato ottenne i maggiori successi. Le questioni politiche erano di primaria compe­tenza del Cardinale Antonelli, che le affrontava da diplomatico, con competenza, abilità e lealtà, ma senza slanci e senza quell'afflato religioso che avrebbero forse maggiormente circondato di un alone di epopea e tragicità la fine dello Stato Pontificio.85* Pio IX avrebbe probabilmente amato non essere distolto per colpa della politica dal suo magistero spirituale; ritenne peraltro suo pre­ciso dovere difendere fino all'estremo il potere temporale: un dovere però es­senzialmente religioso, dettato dalla necessità della Chiesa di essere pienamente indipendente. Gli avvenimenti politici si inserivano in una dimensione supe­riore; per questo intuì la diversa portata che le vicende del 1870 avevano rispetto ad altre passate difficoltà della Chiesa: occorreva bere fino in fondo l'amaro calice, rassegnandosi e sperando nella Provvidenza.
Si comprende così perché Pio IX non abbandonò Roma e si capiscono anche le sue parole al generale Kanzler alla vigilia del XX settembre: Il potere temporale è una cosa sacra, la difenderò sino alla morte, ma è una grande sec­catura >.M*
MASSIMO DE LEONARDIS
83) Op. cit,t parte I, p. 70. G. VANNONI, nella sua Introduzione, a Sillabo, Siena, 1977, di notevole interesse per l'argomento qui trattato, esclude che Giovanni Mastai Fer­letti fosse mai stato liberale ed imputa ad infiltrazioni e condizionamenti di carattere liberale e settario nell'ambito dei Palazzi apostolici il non aver tratto tutte le conseguenze dottrinarie dell'inirangigentiamo di Pio IX (p. 31 sgg.).
**) Cfx. A. ARA, LO Statuto fondamentale dello Stato della Chiesa (14 marzo 1848), Milano, 1966, particolarmente pp. 200-201, 248-250.
85) Si spiega cosi lo scetticismo di Antonelli, simbolo delTultramontanesimo, verso i progetti di mobilitare l'Europa cristiana nella difesa armata dello Stato Pontificio propri del liberale mona, de Mérode, una circostanza che stupiva Veuillot (cf r. BROVTN, op, cfr., p. 275).
W Cit. in AUBERT, OD. eir., parte II, p. 843.