Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDI GIUSEPPE CENTENARIO; MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno <1982>   pagina <202>
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Alberto M. Arpino
Giovanni Spadolini che, proprio nell'introduzione al catalogo, ha riconosciuto all'Istituto il merito di aver sempre saputo contemperare il filone degli eruditi e degli appassionati di storia risorgimentale con la cultura accademica e con le esigenze scientifiche, aggiungendo che questo merito lo si avverte anche in questa mostra; lo si registra nell'articolazione delle sezioni, nella stessa distri­buzione del materiale esposto . 2>
Anche la stampa, cui la mostra era stata presentata in anteprima la sera precedente l'inaugurazione, pur dovendo da mesi segnalare, quasi ogni giorno, il ripetersi di manifestazioni che, a vario titolo, continuano a richiamarsi a Gari­baldi ha saputo cogliere gli obiettivi culturali e scientifici dei curatori : L'espo­sizione al Museo Centrale del Risorgimento... vuol sgomberare il campo, spazzar via disinformazione, pregiudizi .3*
Egualmente si è compreso che l'iniziativa non era compendiabile in poche frettolose note: Degli oggetti, dei cimeli, dei criteri storiografici e documentari adottati, della ricchezza dei materiali e dell'impostazione critica delle varie sezioni il Messaggero dirà nei prossimi giorni in una cronaca particolareggiata della mostra .4)
Chi poi ha voluto dedicarsi ad una analisi più approfondita ha espresso un giudizio decisamente elogiativo: Con sorvegliata misura, la mostra unisce rigore storico e filologico ad avvincente facilità espositiva. Il documento trova sempre la giusta cornice, si appoggia alla documentazione figurativa, a volte splendida... Emerge un Garibaldi autentico, rivisto attraverso le lettere, politiche e familiari. Sobriamente, ma al punto giusto ci sono i cimeli, che in questo quadro non hanno proprio nulla di statico e morto .5)
E si che, a dire il vero, qualche timore e perplessità iniziali i curatori ne avevano avuti: tra questi non ultima la considerazione che lo scarso tempo a disposizione e la concomitante presenza, in molte città d'Italia, di analoghe ini­ziative culturali non consentivano di poter contare su consistenti apporti esterni che, in effetti, sono stati necessariamente limitati nel numero, non più di un decimo dell'intera esposizione e, egualmente, limitali anche nella sostanza, avendo richiesto, infatti, agli altri archivi, per i motivi sopra ricordati, le sole ripro­duzioni fotografiche dei documenti.
E se, da un Iato, la generosità di alcuni privati, della Fondazione Spadolini e di alcune pubbliche istituzioni (la Biblioteca di Storia Moderna e Contem­poranea di Roma, l'Istituto Domus Mazziniana di Pisa ed il Museo del Risor­gimento di Firenze) permettevano di preventivare l'esposizione di cimeli e documenti originali, d'altra parte la necessaria cessione alla sede di Palazzo Venezia di diversi quadri, dei cimeli riguardanti il mito e di quasi tutta la documentazione grafica e fotografica necessaria all'allestimento di quelle sezioni suscitava l'interrogativo, non meramente teorico, di cosa dovesse essere e come dovesse articolarsi una mostra storica.
Nel contempo, estesa la partecipazione anche al settore bibliografico e avendo, precedentemente, deciso di affidare, a chi aveva già ordinato il meda-
2) Garibaldi. Arte e Storia. Storia, Firenze, Centro Di, 1982, p. 14.
3) // generale Garibaldi a Piazza Venezia, in Corriere della Sera, ed. di Rome, 22 giugno 1982.
A L. G., Arte e storia: Garibaldi sempre protagonista, in // Messaggero, Roma, 22 giugno 1982.
5> L. C, Garibaldi com'era, in II Tempo, Roma, 23 giugno 1982.