Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDI GIUSEPPE CENTENARIO; MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno <1982>   pagina <207>
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LIBRI E PERIODICI
IVAN SCOTT, The Rise of the Italian State. A Study of Italian Politica durìng the Period of Unifications; Sadhana Prakasan, Meerut, 1980, in 8, pp. V-398. 20.00.
L'Autore, docente di Storia presso l'Università di Toledo (Ohio - U.S.A.) e studioso di problemi di storia europea alla quale ha dedicato numerosi lavori, ha approfondito le vicende italiane del secolo XIX con particolare riferimento alla partecipazione dell'Italia alla Triplice Alleanza. In questo volume si occupa della formazione dello Stato italiano, dalla prima attività del Regno di Sardegna alla sua progressiva estensione e trasformazione in Regno d'Italia. L'attività di Cavour, la questione romana, i difficili rapporti con la Francia, il peso delle azioni garibaldine costituiscono gli argomenti principali del lavoro di Scott il quale non manca di collocarli nel più ampio contesto internazionale: gli avve­nimenti degli anni 1859-1870 furono importanti non solo per l'Italia ma per l'intera Europa. È proprio questa dimensione europea che è sfuggita, a giudizio dell'A., a molta parte della storiografia risorgimentale quando non è stata falsata da toni inutilmente agio­grafici e celebrativi.
L'unificazione italiana non avvenne tanto contro Potenze straniere (Austria e Fran­cia) quanto piuttosto come processo di unificazione di dinastie diverse e contro il conser­vatorismo cattolico. La riconciliazione tra cattolici e rivoluzionari costituirà, infatti, uno degli impegni più importanti dei successori di Cavour.
Il Risorgimento viene quindi interpretato non come una rivoluzione quanto come il risultato di una accorta politica moderata che aveva saputo superare gli angusti limiti della dominazione straniera e la paralizzante tradizione religiosa.
ANTONELLO BIAGINI
AA.W., Convegno storicO"giuridico sulle autonomie e sulle minoranze. Trento 27-28 ottobre 1978. Atti, a cura di Maria Garbari (Collana di monografie, XXXVI); Trento, Società di studi trentini di scienze storiche, 1981, in 8, pp. 381. S.p.
Se il presente volume è un ripensamento storico-giuridico del problema dell'autonomia e delle minoranze in Europa (con interventi su Spagna, Urss ecc.), senz'altro il campo pri­vilegiato delle ricerche riguarda la Germania, la Monarchia austro-ungarica, l'Italia e in particolare il Trentino; e, lasciando a parte premessa, discorsi di apertura, interventi e conclusioni, proprio su questi temi possiamo soffermarci con il far perno su alcune rela­zioni principali (di ordine storico e non giuridico) dovute a Sestan, Ghisalberti,Agnelli ecc.
Ernesto Sestan, delineando rincontro-scontro tra autonomie e nazionalità nella mo­narchia austro-ungarica (1867-1918), se da un lato affonda la sua indagine anche intorno agli anni antecedenti, dall'altro dispiega la ricostruzione storica partendo dal 1848 e dalla patente di febbraio del '61, soffermandosi su vari Lander: la Boemia e la Moravia pei rapporti tra cechi e tedeschi, la Galizia e Lodomiria per il movimento nazionale polacco, il Tirolo per il problema del Trentino, il litorale e la Dalmazia per la consistente presenza della nazionalità italiana e i rapporti col mondo slavo. Tale dialettica tra autonomia e nazionalità non si poneva né in Ungheria, né in Croazia Slavonia; era un problema della Cilethania soltanto. Qui le autonomie dei Lander offrivano la possibilità che vi si sfo­gassero le aspre rivalità nazionali, con risultati spesso deludenti; trasferite poi dal piano provinciale a quello del Reiohsrat, si trovarono a doversi confrontare ed equilibrare tra forze assai più complesse e numerose, onde il caso non infrequente di forze nazionali che erano all'opposizione sul piano provinciale, mentre si trovavano a formare la maggioranza governativa al Reichsrat (p. 40).
Un difficile equilibrio dunque che, sotto titolo di Stato nazionale, centralismo, fede-