Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDI GIUSEPPE CENTENARIO; MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno <1982>   pagina <211>
immagine non disponibile

Libri e periodici
211
Settecento e Ottocento, Padova, Liviana, 1979, pp. 99-108), mentre dal lungo catalogò degli autori e delle opere si ricavano i dati per conoscere la quantità , se non la qualità, della produzione tragica del periodo, e le linee di un itinerario il cui svolgimento e rappresentato per un verso dalla Pia del Marenco (a lungo replicata da primarie compa­gnie) e per l'altro dallViraMo da Brescia del Niccolini o dallo Spartaco e dai Capuani del Nievo (tragedie trattate in dimensioni di poemi drammatici), o infine dal dramma storico di carattere popolare, ad es. del Giacometti. Con il Nerone del Cossa (1871) a la dis­soluzione del genere tragico è ormai un fatto compiuto e siglato dall'autore stesso che qualifica il Nerone con il termine di * commedia vale a dire di qualcosa che non ha più niente a che fare con la tragedia, classica o romantica che sia, se non per la preferenza data a un argomento di storia romana, preferenza che del resto non ha le motivazioni di un tempo ed è piuttosto da collocare alle diffuse tendenze del dramma * archeologico * (p. XXX). Ottima la scelta dei testi, e accuratissima la presentazione.
RENATO GIUSTI
Manzoni scrittore europeo. Atti del Congresso Internazionale di Studi Manzoniani (Salerno: 27 aprile-V maggio 1974), a cura di PIETRO BORBARO; Salerno, Grafica Jan none, 1976, in 8, pp. XLVIH-394. L. 12.000.
Il libro riassume nel titolo le due principali esigenze ispiratrici del Congresso Inter­nazionale di Salerno, organizzato dalla locale Amministrazione Provinciale a conclusione delle celebrazioni del centenario della morte di Alessandro Manzoni: riproporre la medi­tazione sul grande scrittore nella dimensione di figura degna di appartenere a buon diritto all'empireo dei grandi spiriti della cultura europea; verificare, almeno parzialmente, la fortuna delle sue opere in Europa mediante l'intervento diretto di autorevoli studiosi stra­nieri. Erano infatti presenti alla manifestazione i tedeschi T. Elwcrt e A. Matter, i fran­cesi J. Goudet e L. Portier, gli slavi J. Jernej e M. Zoric. La varietà ed il livello delle relazioni contenute in questa raccolta le assicurano un'indagine di largo respiro nell'ambito della vasta e complessa problematica manzoniana. Ambientata com'è in un centenario dai toni spesso discordanti e in qualche caso tutt'altro che * celebrativi ', non le si può certo chiedere una pacata valutazione globale dell'opera dell'illustre lombardo, fondata su un'ar­monica composizione dei vari contributi offerti dagli studi e dalla critica di un secolo. Essa, comunque, come avverte nella premessa Mario Sansone, ce è non solo buona e spesso, ottima, ma anche M nuova "ne sembra rappresentare uno specimen equilibratissimo della critica contemporanea nei suoi vari indizi (p. XLIII). Ad arricchire ulteriormente il volume concorrono, in appendice, i testi di alcune conferenze sul medesimo oggetto tenute in Sa­lerno nel corso del 1974 nel programma dei a Venerdì letterari , promosso dalla Biblio­teca Provinciale della città, ed alcuni articoli su Angelandrea Zottoli, critico letterario di origine salernitana, alla cui rivalutazione Riccardo Bacchelli ha dedicato la sua densa e brillante prolusione al Congresso.
A prescindere dai temi specifici dell'esegesi letteraria, il dato maggiormente ricor­rente nel corso dei lavori (e che più interessa anche in questa sede) è il tentativo di analisi della complessa personalità dello scrittore in rapporto ai principali problemi della società del suo tempo per riuscire ad individuare concretamente i contenuti del suo messaggio e per verificarne la validità attuale. Particolarmente interessanti per uno studio degli orien­tamenti ideologici, morali e politici del Manzoni nel periodo culminante negli avvenimenti del 1821 sono le relazioni di J. Goudet, Le due odi patriottico-storìche del 1821 nella evo­luzione del Manzoni, e di M. Cataudella, // tema oratorio del primo Manzoni. Lo studioso francese, fondandosi sull'esame delle opere composte tra il 1814 e il 1822, intende rico­struire con accuratezza il processo evolutivo che portò il Manzoni dalla sommaria distin­zione tra guerre giuste e ingiuste sulla base del principio di nazionalità (canzoni del-VAprile 1814 e del Proclama di Rimini, ode Marzo 1821) all'acquisizione di una vera e propria filosofia della storia per la quale la liberazione dei popoli si realizza nel tempo secondo il filo tortuoso, ma continuo, di una giustizia divina che finalizza, in una sorta