Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE CENTENARIO; MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
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1982
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Libri e periodici
di più di quel che promette il titolo: l'approccio prediletto dagli autori delle varie relazioni è quello dello studio della circolazione delle idee, e sotto tale prospettiva non mi sembra casuale che, all'interno di un tema generale quale quello del rapporto tra Svizzera e Italia, finisca per assumere un rilievo predominante il rapporto tra la Svizzera e la Toscana, analizzato distesamente da Spadolini ( L'eredità di Vieusseux ), Olivier Reverdin ( La Toscane, les philellènes genevois et l'envoi des secours à la Grece ), Ettore Passerài d'Entrèves ( Raffaello Lambruschini e gli evangelisti ginevrini: un tentativo di collaborazione interconfessionale ), e sfiorato da Giovanni Busino ( Ernest Naville, l'Italia e la democrazia , dove un adeguato risalto è dato al soggiorno ed alle amicizie fiorentine di Francois Naville e quindi dei figlio Ernest ed all'interesse degli ambienti sonniniani, in special modo di Attilio Brunialti, per le teorie sul proporzionalisino come ricerca del metodo più corretto per garantire nelle elezioni politiche una reale rappresentatività del suffragio espresso dai votanti). E sempre nell'ambito di un bilancio del dare ed avere ideale tra Svizzera e Italia ma in regioni e con personaggi diversi si muovono poi le penetranti relazioni di Enzo Bottasso (<c Letture ginevrine e modelli anglosassoni nelle discussioni costituzionali in Piemonte al tempo di Carlo Felice ) e Pierre Cordey (e A propos du * com-mentaire sur l'ouvrage de Filangieri ': Filangieri, Constant et les liberata ).
Sul piano di quella concretezza di cui dicevo all'inizio, una concretezza che vede nei fatti il banco di prova delle teorie, si pongono poi le analisi, puntuali e ricche di dati e di spunti, di Jean-Charles Biaudet ( Frédéric-César de la Harpe et l'Italie ), Carlo Ghi-salberti (a Costituzione politica e sistema federale svizzero nel pensiero risorgimentale ), Domenico Demarco (<c L'emigrazione italiana in Svizzera dal 1860 al 1914 ), Emilia Morelli ( Come hanno visto la Svizzera alcuni esuli italiani ). Fu un colloquio molto fruttuoso, quello tenutosi ai Lincei nel 1978, e questo volume ne è ottima prova.
GIUSEPPE MONSAGRATI
VALDO VINAY, Storia dei Valdesi III: Dal movimento evangelico italiano al movimento ecumenico (1848-1978), Torino, Editrice Claudiana, 1980, in 8, pp. 527. L. 17.500.
Arricchito da copiose note bibliografiche e da molte illustrazioni relative a personaggi, giornalisti, palazzi e chiese, il presente volume è distinto in tre parti riguardanti l'evangelizzazione (1848-80), la diaspora evangelica e valdese (1880-1920), la Chiesa vai-dese tra dittatura fascista e movimento ecumenico, e propone una ricostruzione articolata e completa del movimento evangelico nell'età del Risorgimento (il periodo che a noi qui interessa segnalare) sulla base di documenti archivistici, biografie, memorie, opuscoli, atti ufficiali ecc. Prendendo le mosse dal 1848, primavera dei popoli, l'autore delinea (andando anche all'indietro nel tempo) il carattere e la consistenza delle comunità straniere in Italia, la diffusione del movimento evangelico e valdese in Toscana, Piemonte e Liguria prima dell'unità, ampiamente parlando poi di tale diffusione negli anni seguenti in Sicilia, nell'Italia meridionale e nelle altre regioni, soffermandosi inoltre su alcune figure di predicatori e di pastori; in tal senso è da dire che le dispute confessionali, la stampa di opuscoli e la predicazione facilitarono la circolazione di idee e la propaganda religiosa. A ragione viene dedicato un capitolo a se stante alle Valli Valdesi dopo l'emancipazione e alle colonie valdesi nell'America del nord e del sud.
La seconda parte, dedicata alla diaspora tra '800 e '900, mentre da un lato continua il discorso sulle Valli Valdesi e la loro struttura e organizzazione, dall'altro si sofferma ampiamente sulle questioni più rilevanti del tempo, dal vecchio cattolicesimo al modernismo, dalle denominazioni evangeliche alla discussione di problemi politici e sociali, dal-l'inter/relazione tra cultura, politica e religione ai tentativi di unione ohe si concretano nel I Congresso evangelico italiano (1920) con risultati noi complesso modesti. Particolare interesse rivestono inoltre le pagine su confessione di fede, costituzione ecclesiastica e liturgia e quelle sulla cultura teologica, su alcuni studiosi e docenti (Emilio Cornba, Giovanni L zzi, Ugo Janni ecc.) che notevolmente contribuirono allo sviluppo della cultura religiosa di orientamento evangelico.
RENATO GIUSTI