Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDI GIUSEPPE CENTENARIO; MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno <1982>   pagina <215>
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Libri e periodici
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MARCO MINERBI, La crisi dell'antico regime e l'eversione della feudalità in Francia 1787-1793 (Strumenti guide, 100); Firenze, La Nuova Italia, 1979, in 16, pp. 150. L. 3,500.
Questo studio sul tramonto della feudalità in Francia, che Marco Minerbi indirizza soprattutto ad un pubblico privo di preparazione specifica, si rivela come valido punto di riferimento per rivisitare e approfondire uno dei grandi temi d'obbligo della storia moderna e si pone come utile strumento di riflessione sulle origini, sulla natura e sulle conse­guenze della Rivoluzione.
Il libro, circoscritto in un arco di tempo breve ma ricco di eventi e denso di pro­blemi, consta di una parte prima introduttiva che, sviluppando a tutto tondo i motivi fondamentali della une del regime feudale in Francia assai stimolanti i capitoli sulla natura e consistenza del privilegio e sulla reale struttura economica del mondo rurale , si arricchisce di pagine apprezzabili per acume critico e forza esplicativa, nonostante l'ogget­tiva complessità delle questioni trattate, che ancora oggi in ambito storiografico sono materia di una controversia a dir poco secolare.
IL quadro sulla struttura sociale della Francia fine '700 che se ne ricava è dunque assai efficace e perché Minerbi, evitando generalizzazioni acritiche, fa uso di una corretta terminologia sociale adeguata e rispondente alla realtà storica del tema, e anche per la raccolta organica di documenti strettamente correlati che completano il testo e sono indi­spensabili per coglierne l'asse portante.
L'autore, che non crede nella Rivoluzione come prodotto unico di una grave crisi economica né come predicato di un protagonismo a senso unico, analizza, senza preclu­sioni ideologiche e ingenuità mitiche, il tramonto del regime feudale lungo più dimensioni, per cui lo specifico politico, il sociale, l'economico, il giuridico sono sempre interpretati in chiave diacronica, letti secondo un'ottica verticale e filtrati tra la logica della longue àuree e l'imprevedibilità deìTévénement sia climatico, sia umano. Chiudono il libro un in­sieme di commenti e definizioni giuridiche ben selezionati e un utilissimo glossario; per la bibliografia, senz'altro di ampio respiro, qualche annotazione sulle principali interpreta­zioni della storiografia più accreditata avrebbe, forse, meglio predisposto il lettore ad appro­fondire questo gran tema che ancor oggi ci coinvolge un po' tutti.
ANTONIO ROSSILLI
MARIA ROSA DX SIMONE, La Sapienza romana nel Settecento, Organizzazione Univer­sitaria e Insegnamento del Diritto (Studi e Fonti per la storia dell'Università di Roma, 1); Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1980, in 8, pp. 304. L. 12.000.
L'interesse storiografico nei confronti delle vicende e dei caratteri delle istituzioni culturali superiori - università, accademie, collegi è divenuto di recente assai vivo anche in Italia, sulla scorta dei risultati e delle nuove metodologie raggiunti dalla storio­grafia francese nel campo della storia dell'istruzione,1) e si è proposto l'obiettivo di supe­rare i limiti delle vecchie storie dell'educazione, più interessate alle vicende giuridico istituzionali generali che capaci di cogliere le politiche culturali e la funzione delle strut­ture scolastiche all'interno della realtà statale e sociale.
Così, recenti ricerche sull'Università di Torino durante VAncien Regime svolte da un gruppo di studiosi guidati da G-. Ricuperati,2) hanno affrontato la storia dell'istruzione
) Si veda la recente rassegna di M. ROGGERO, Istruzione e Ancien Regime: problemi e metodi di ricerca in alcuni dei più recenti contributi francesi, in Rivista storica italiana, a. XC (1978), fase. I, pp. 117-130.
2) Qt RICUPERATI, L'Università di Torino nel Settecento. Ipotesi di ricerca e primi risultati, in Quaderni storici, n. 23 (1973), pp. 575-598; Io., Istruzione e società nel Pie-