Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE CENTENARIO; MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
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1982
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Libri e periodici
universitaria non tanto come ricostruzione formale di una istituzione e dei suoi meccanismi interni, quanto in una prospettiva di storia sociale, come ricostruzione, cioè, delle sue complesse funzioni all'interno dello Stato e della società, e come individuazione dei rapporti fra innovazioni culturali e istituzioni. Muovendo dalle grandi riforme del 1720 e del 1729, che resero l'università torinese un modello per altri Stati e costituirono il primo tentativo da parte di uno Stato assoluto di esercitare il proprio controllo sulla formazione dei suoi funzionari, del suo clero, dei suoi professionisti, i ricercatori torinesi hanno studiato le singole facoltà secondo un modello di analisi che lega il momento istituzionale a quello dell'indagine sul ruolo sociale e culturale universitario, tenendo costantemente presente che la politica universitaria, e scolastica in genere, costituiva uno degli aspetti fondamentali della politica generale di riforme, mirante a rafforzare e a centralizzare lo Stato, varata da Vittorio Amedeo II.
Un altro interessante modello di ricerca è, poi, quello offerto recentemente da G-. P. Brizzi, il quale per lo studio dei collegi nobiliari del Sei-Settecento, ha scelto un taglio più decisamente sociologico volto a ricostruire quantitativamente il reclutamento scolastico, la mobilità sociale, il livello intellettuale medio, la provenienza e la destinazione professionale degli studenti chiamati a costituire la classe dirigente: ma anche qui l'attenzione resta puntata sui rapporti esistenti fra l'evoluzione delle istituzioni scolastiche e l'evoluzione sociale, politica ed economica dello Stato .3)
Quanto all'Università di Roma, la Sapienza appunto, mancava una storia recente e aggiornata e occorreva ancora rifarsi all'antica (ma ricca di notizie) Storia dell'Università degli Studi di Roma, pubblicata da F. M. Renazzi nel 1803-1806. Ora, nell'ambito di una nuova collana promossa dall'ateneo romano, è uscito come primo titolo un volume di M. R. Di Simone che si occupa proprio della storia settecentesca dell'università romana.
A seguito di una lunga e paziente ricerca, condotta essenzialmente su fonti archivistiche e sui dibattiti contemporanei, l'autrice ricostruisce le vicende della <r Sapienza , con particolare riferimento a quelle della facoltà e dell'insegnamento di diritto, di una classe di studi, cioè, che nel corso del secolo mantenne a lungo un carattere pronunciato di supremazia nei confronti delle altre facoltà. Correttamente l'autrice si propone di accertare, quale problema preliminare, se le vicende e il ruolo dell'università romana siano stati paralleli a quelli delle altre università, europee e italiane, per le quali il Settecento segnò il momento della ripresa: se, dunque, anche nella oc Sapienza , nel corso di quel secolo, si siano verificati i fenomeni di trasformazione profonda, nel senso della razionalizzazione degli studi e del sempre maggiore controllo statale sull'insegnamento, che negli altri paesi erano in corso, come riflesso diretto del processo di ammodernamento e di accentramento dello Stato per il quale l'università veniva a costituire la fucina dei funzionari e dei professionisti.
In realtà, all'ateneo romano, pur muovendo da una situazione simile a quella delle altre università, toccò un'evoluzione assai diversa. Dopo la fioritura medievale l'istituzione universitaria era in orisi quasi ovunque in Europa, a partire dalla fine del Cinquecento fino ai primi del Settecento. Sono note le ragioni di questa crisi: le università non producevano più cultura, incapaci di continuare a costituire il centro propulsore del progresso culturale e scientifico, e perciò tale compito tendeva a svilupparsi fuori di esse, presso
monte deH'ancien regime. Presentazione di una ricerca, in Bollettino storico-bibliografico subalpino, a. LXXVI (1978), pp. 5-8; D. BALANI, D. CARPANETTO, F. TURLETTI, La popolazione studentesca dell'Università di Torino nel Settecento, in Bollettino storico-bibliogr., cit., a. LXXVI (1978), pp. 9-183; D. BALANI, Studi giuridici e professioni nel Piemonte del Settecento, in Bollettino storico-bibliogr., cit., a. LXXXVI (1978), pp. 185-278. Del Ricuperati si vedano anche L'università di Torino e le polemiche contro i professori in una relazione curiaUsta del 1731, in Bollettino storico-bibliogr., cit., a. LXIV (1966), pp. 341-374, e Bernardo Andrea Lama professore e storiografo nel Piemonte di Vittorio Amedeo 11, in Bollettino storico-bibliogr., cit., a. LXVI (1968), pp. 11-101.
3) C P. BRIZZI, La formazione della classe dirigente nel Sei-Settecento, Bologna, 1976, p, 8.