Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDI GIUSEPPE CENTENARIO; MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno <1982>   pagina <218>
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Libri e periodici
a cui scrisse espressioni di altissima ammirazione in una lettera ritrovata da F. Venturi 4) , con l'insistenza sul diritto naLurale. sembra meglio degli altri raccogliere le suggestioni più innovative del suo tempo.
Occorre, tuttavia, aggiungere che il panorama culturale romano, tanto universitario quanto complessivo, appare assai più mosso e vivace se si abbandona un'ottica esclusiva­mente rivolta ai meccanismi interni delle facoltà e soprattutto di quella di giudisprùdenza, che rimase a lungo una roccaforte del tradizionalismo (sebbene anche da questo punto di vista più ristretto risulterebbe interessante uno studio a carattere sociale sui professori e sugli studenti, sulla loro provenienza e destinazione professionale, sull'eventuale ascesa sociale, sulla quantità assorbita dall'amministrazione pubblica, ecc.). Il rapporto con la realtà culturale esterna era profondo e fruttuoso in altri settori universitari. Anche senza soffermarsi sulla rinomanza perfino europea di alcuni docenti di medicina e delle cattedre di scienze fisiche e matematiche, fin dai primi anni del Settecento l'importanza dello sviluppo delle scienze, l'affermazione del newtonianismo, la diffusione del metodo speri­mentale e critico antiscolastico, da applicare anche all'indagine storica, trovarono vasta eco nell'insegnamento di Celestino Galiani, attorniato da un gruppo di allievi fra i quali troviamo Bernardo Andrea Lama e Giuseppe Roma che diverranno professori nell'ateneo torinese e protagonisti della sua riforma, e che cercarono di far venire lo stesso Galiani a Torino e quel Gaspare Cerati, che, divenuto Provveditore dell'Università di Pisa, fu il promotore di un vasto rinnovamento, ampiamente documentato di recente dagli studi del Carranza.3) Senza contare gli stretti rapporti del gruppo del Galiani con il cosiddetto movimento giansenista , romano e non, e soprattutto con Giovanni Gaetano Bottari che successe allo stesso Galiani alla cattedra di storia ecclesiastica e con Antonio Nic-colini. Questi contatti portarono anche dentro la ce Sapienza , in cui insegnarono pure rigoristi come Agostino A. Giorgi e Giovanni Cristoforo Amaduzzi, tentativi di cultura antiscolastica e una nuova concezione ecclesiologica e dei rapporti Stato-Chiesa. E forse assai più che cercare nella Sapienza ima diffusione delle idee illuministiche e razio­nalistiche, quasi impossibile, sarebbe interessante uno studio analogo a quello condotto da P. Stella per l'università torinese,6) che analizzi l'esistenza, anche all'interno di una com­plessiva atmosfera cattolico-tradizionale, di questi tentativi di una nuova impostazione religiosa e ecclesiale, capace di porsi il problema delle riforme anche al di là del campo strettamente religioso.
Tutto sommato, comunque, è ben vero che l'università romana continuò a restare molto al di sotto delle coeve esperienze degli atenei di Torino, di Pisa, di Pavia o anche di Napoli.
L'autrice individua giustamente le motivazioni della crisi senza uscita in cui si involgeva la Sapienza nella scarsa disponibilità di fondi, nelle insufficienze scientifiche e didattiche, nella struttura corporativa persistente, sottratta ad ogni controllo centrale, nella non obbligatorietà della laurea per determinate funzioni pubbliche e, soprattutto, nello straordinario sviluppo delle scuole private gesuitiche. Forse, però, l'inferiorità manifesta di fronte agli istituti e collegi retti da ecclesiastici, quali l'Accademia ecclesia­stica, il gesuitico Collegio romano, il Collegio dementino dei Somaschi, quello Nazareno degli Scolopi rinomati anche all'estero, riservati ai rampolli dei nobili provenienti spesso dalle più cospicue famiglie italiane e straniere, e destinati a formare giovani pronti ad
*) C. BECCARIA, Dei delitti e delle pene. Con una raccolta di lettere e documenti relativi atta nascita dell'opera e alla sua fortuna nell'Europa del Settecento, a cura di F. VENTURI, Torino, 1970, pp. 220-221.
3 N. CARRANZA, Monsignor Gaspare Cerali provveditore dell'Università di Pisa nel Settecento delle riforme, Pisa, 1974. Su Celestino Galiani e l'influenza culturale da lui eser­citata mi permetto di rinviare a M. CAFFIERO, Scienza e politica a Roma in un carteggio di Celestino Galiani (1714-1732), in Archivio della Società romana di storia patria, n. 101 (1978), pp. 311-344.
6) P. STELLA, Giurisdizionalismo e giansenismo all'Università di Torino nel se­colo XVIII. Torino, 1958.