Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDI GIUSEPPE CENTENARIO; MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno <1982>   pagina <223>
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Libri e periodici 223
Le conclusioni dei tre saggi mirano a riassumere i motivi del fallimento della rivo­luzione, individuandola in questa mancata coordinazione di movimenti e aspettative ai van livelli sociali. Comunque il '48 non fu solo il banco di prova di generose speranze risorgimentali, ma, almeno per Venezia un'occasione per fare emergere e accelerare i pro­cessi di sviluppo della società. Il volume, infine, nella seconda parte offre una abbandante messe di illustrazioni e di documenti ben scelti, a contrassegnare tutti gli avvenimenti del! epopea lagunare.
FLORIANO BOCCINI
MARIA CORRIAS CORONA, Stato e Chiesa nelle valutazioni dei politici sardi (1848-1853) (Quaderni del seminario di Scienze politiche dell'Università degli Studi di Cagliari -Serie dell'Istituto di Filosofia Politica e Giuridica); Milano, Giuffrè, 1972, in 8, pp. VHI-202. L. 3.000.
Nel considerare l'arco di tempo compreso tra il 1848 ed il 1853, Maria Corrias Co­rona ha inteso proporre un panorama degli orientamenti politici, filosofici e culturali vivi in Sardegna a quell'epoca, con speciale riguardo ai rapporti tra Chiesa e Stato. Le que­stioni che interessano principalmente la vita sociale e politica di quegli anni agitati sono, a giudicare dall'esposizione dell'autrice (che ha analizzato, fra l'altro, gli atti parlamentari), la riforma del foro ecclesiastico, l'abolizione delle decime, l'introduzione di una disciplina civilistica nel matrimonio. Nella premessa al volume, redatta dallo scomparso Marcello Capurso, è detto, in ultimo, che la dott. Corrias Corona .. ha dato per scontata l'esistenza di una religiosità degli Isolani in conflitto con le sopravvenenti esigenze di rinnovamento laico della società moderna. È superfluo osservare aggiungeva Capurso che si tratta di un punto di vista che andrebbe vagliato anche alla luce di indagini di storiografia, eco­nomica, di sociologia e di antropologia culturale . A modesto avviso di chi scrive, non è questo l'appunto che andrebbe mosso al lavoro della Corrias Corona, e in verità vien fatto di chiedersi, anzi, se non sia parziale, e quindi poco obiettiva, quell'ottica che pre­tende di comprendere l'uomo considerando, come punto di partenza e di arrivo, il fattore economico. Questo sia detto con tutto il rispetto che si deve ad uno studioso scomparso.
Un senso di perplessità generalizzato, il presente lavoro lo suscita, a mio parere, per una sorta di ingenua acriticità nell'esposizione di certuni fatti e documenti, ma procediamo con ordine.
Maria Corrias Corona ha articolato il suo lavoro in tre capitoli: ce Movimenti di idee dal 1848 al 1850 , I grandi orientamenti dei politici sardi e le grandi realizzazioni della IV legislatura (1850-53), Il filo conduttore del nazionalismo unitario. In appendice sono proposti degli stralci della polemica intercorsa tra l'arcivescovo di Cagliari Ema­nuele Marongiu-Nurra ed il deputato Giovanni Siotto Pintor, allorché quest'ultimo incorse nella scomunica maggiore comminata a tutti gli a autori, cooperatori, consenzienti, promo­tori d'istanze per il sigillamento di uno degli appartamenti vescovili ove si teneva la contabilità della diocesi, sigillamento avvenuto in seguito al rifiuto dell'Arcivescovo di pie­garsi alle ingiunzioni governative relative alla questione delle decime ecclesiastiche. Da no­tare che, in seguito alla scomunica, il ministero ingiunse al presule di ritirare il Monitorio entro 24 ore o di partire in esilio ce lasciando la Mitra a Cagliari . Mons. Marongiu scelse l'esilio; rimase sedici anni lontano dalla sua patria.
IL Siotto Pintor, vistisi negati i sacramenti, si scagliò violentemente contro l'Arcive­scovo con lettere aperte pubblicate e diffuse a tutti che sapevan leggere . Non contento pubblicò anche la risposta (pervenutagli privatamente) di mons. Marongiu, la corredò con le sue note e l'accompagnò con un'altra sua lunghissima missiva aperta, ricca di richiami biblici. L'impressione che suscita Patteggiamento del deputato sardo, non è propriamente lusinghiera, tanto più che il tono usato dall'Arcivescovo, per quanto molto fermo, sembra più paterno che paternalista*
La stessa Maria Corrias Corona osserva che ce la reazione del Vescovo sardo è perfet­tamente coerente con i suoi principi morali e politici . Ciò che è da tener presente nello studio della storia è che il giudizio di un evento determinato viene effettuato a poste-