Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE CENTENARIO; MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno
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1982
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pagina
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225
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Libri e periodici
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contesto si possono comprendere i tumulti contadini dell'Umbria e della Romagna. Nelle città aumenta il numero dei poveri, dei vagabondi, dei manovali disoccupati e la situazione della sicurezza pubblica, come è facile capire, tende a farsi sempre più delicata. JNuove forme di criminalità si aggiungono alle vecchie e la necessità di un ordinamento di polizia efficace si impone decisamente e si concretizza, a superando la lentezza legislativa caratteristica dello Stato Pontifìcio , osserva l'autrice, nel suddetto e Regolamento del marzo 50. L'urgenza di tale corpus evidentemente si giustifica con il turbolento periodo storico appena vissuto dagli Stati della Chiesa: Pawentura della Repubblica Romana si è infatti appena conclusa.
Nella preparazione del ce Regolamento , della quale Gabriella Santoncini invita a seguire le tappe proponendo documenti inediti rinvenuti nell'Archivio di Stato di Roma, si distinguono i verbali della seconda Commissione del Consiglio di Stato istituita da mons. Monchini per la redazione di un Codice di Polizia, lavori effettuati dal 21 settembre al 2 dicembre 1848, ed inoltre gli articoli redatti dalla suddetta Commissione, tre progetti di un Codice di Polizia e, da ultimo, in data 21 agosto 1847, il Progetto di Codice di Polizia preventiva e correzionale redatto dall'aw. Giuseppe Giuliani di Macerata che ne aveva ricevuto incarico dalla Segreteria di Stato. Tale bozza della seconda Commissione del Consiglio di Stato, per iniziativa del presidente Francesco Orioli e di altri consiglieri non sarebbe stata presa in considerazione. La contrapposizione proposta dall'autrice è tra il progetto Giuliani, mirante a regolamentare l'azione della polizia in modo rigido per ovviare ai frequenti abusi di potere e ad attenuare l'impopolarità che circondava i tutori dell'ordine, e la visione che si precisa nella Commissione del Consiglio di Stato secondo la quale, si afferma decisamente la via preventiva unitamente alla preoccupazione di assegnare poteri all'autorità di polizia: non serve dunque un codice nel quale siano elencate tutte le infrazioni di polizia, ma al contrario c'è bisogno di dare spazio ai tutori dell'ordine di prevenire il crimine attraverso oc una maglia fittissima di controlli, autorizzazioni, sorveglianze, consentendo cosi che le misure previste dalla legge di polizia potessero di fatto essere gestite in maniera autonoma dai funzionari politici, il più delle volte anche indipendentemente dai vincoli della legalità o dai limiti del comportamento legittimo (p. 19). Il quadro è ampio e variegato; tutte le attività commerciali abbisognano del nulla osta della polizia, lo stesso avviene per la formazione di circoli, associazioni e in occasione di manifestazioni pubbliche. Severe disposizioni sono previste per la detenzione di armi, per la censura di spettacoli pubblici, pubblicazioni, ecc. Si delinea, poi, un fatto nuovo con la sorveglianza di persone appartenenti ad alcune categorie o gruppi sociali particolari: talvolta pericolosità e condizione sociale sembrano confondersi.
Interessante, come rivela l'autrice, la posizione dell'avv. Francesco Sturbinetti che nutre alcune perplessità sull'efficacia del regolamento che si intende formare, e vorrebbe salvaguardare talune libertà personali o interessi collettivi. La sua elasticità, però, sembra non trovare riscontro alcuno.
RAFFAELE ALESSANDRINI
GIUSEPPE GARIBALDI JUNIOR, La battaglia del Volturno; Roma, Stato Maggiore dell'Esercito, Ufficio storico, 1981, in 8, pp. 232. L. 4.500.
La battaglia del Volturno e stata unanimemente riconosciuta come la più importante combattuta dai Mille e tra le maggiori dell'intero Risorgimento ma non tale da sancire il definitivo crollo politico e militare del regno borbonico.
Nella serie delle opere varie dell'Ufficio storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, è apparso il saggio del pronipote in linea retta dcll' eroe dei due mondi , che rievoca con lodevole sobrietà e concreto equilibrio il fatto d'orme. La seconda parte del volume, che è arricchito da una utilissima serie di illustrazioni cartografiche, ospita ima soddisfacente raccolta di scritti sullo scontro, con brani di tecnica militare, con testimonianze di protagonisti e con i resoconti giornalistici più interessanti. Da ultimo è pubblicata una succinta bibliografia, alla quale andrebbero apportate alcune integrazioni.
Si diceva dei pregi del lavoro di Giuseppe Garibaldi junior, che, oltre ad aver uti-