Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDI GIUSEPPE CENTENARIO; MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno <1982>   pagina <226>
immagine non disponibile

226
Libri e periodici
lizzato l'archivio familiare e la stampa nel suo insieme nazionale e internazionale, ha sfruttato i rapporti e le memorie di ufficiali dei due schieramenti in campo.
L'autore, al quale il nome non fa velo sul terreno dell'obiettività, svolge delle consi­derazioni equanimi sull'esercito borbonico, enormemente sbandalo sul piano morale e minato dalle dilaganti diserzioni e dalle mortificanti fughe dei responsabili più qualificati in grado. Ugualmente serie ed accettabili storicamente sono le note sul corpo dei volontari garibaldini, nel quale, purtroppo, non mancavano, offesa per i più, gli a eroi della venti­cinquesima ora .
È evidente, poi, una constatazione di ordine morale, sulla quale non si può tacere e che depone a favore dell'alto senso dell'onore posseduto dagli uomini, rimasti fino al­l'epilogo, legati nell'esercito borbonico: Garibaldi non potè contare su . quinte colonne incisive, non ci fu, in altre parole, tradimento o utile sedizione fra le truppe di Fran­cesco II.
I regi narra, in una lettera pubblicata nel volume, un garibaldino si batte­rono con quel furore che infonde la disperazione . Il loro impegno, il loro coraggio, la loro tenace resistenza, la loro fedeltà, in fondo, alla bandiera resero indispensabile e deci­sivo l'intervento degli artiglieri piemontesi.
Migliore, più vero e più onesto elogio per dei valorosi sconfitti non poteva essere dettato!
In una delle pagine moralmente più intense e psicologicamente più penetranti del suo capolavoro, L'Alfiere, Carlo Alianello ha scritto: Dove trovi un uomo che tra il successo facile, a portata di mano, che lo cogli come vuoi, e in più ci son le lodi, le appro­vazioni, la vita assicurata, l'Italia riconoscente e l'Europa che ti guarda e via dicendo, e un dovere che tutti chiamano vile, bestiale, mostruoso, e solo tu dentro di te lo sai ch'è santo, e lui sceglie il dovere. Dove li trovi uomini come questi? E loro son cosi .
Uomini di tanta robustezza non erano mancati nella storia e nella storia d'Italia prima del Volturno e di Gaeta e non sono mancati neanche dopo.
VINCENZO G. PACIFICI
JZ Politecnico di Milano 1863-1914; Milano, Electa, 1981, in 8 pp. 251. F.c.
Ad illustrare una mostra storica tenuta a Milano nella primavera 1981 è stato rea­lizzato qualche cosa che è assai più di un catalogo, la narrazione accurata, precisa, ricca di spunti critici, delle vicende semisecolari di una scuola nella formazione della società industriale come suona opportunamente il sottotitolo dell'elegante volume.
Il prof. Stracca è stato il promotore e l'animatore dell'iniziativa, come risulta anche dai non pochi suoi contributi personali al volume medesimo, parecchi dei cui risultati statistici sono poi confluiti in altri articoli, con conseguenti ripetizioni che si sarebbero potate evitare.
Egli ha sceverato a fondo l'unità sostanziale di un cinquantennio di vita dello te Stato di Milano nell'ambito del quale il Politecnico ha rappresentato un coefficiente di mo­dernità, di autonomia, e, diciamolo pure, di quella singolare compresenza di municipalismo e di europeismo prescindendo dall'Italia, che caratterizzava la Milano di Cattaneo e del dopo Cattaneo (ma non la Milano manzoniana, per intenderci, e questo è tutto un parti­colare discorso) che merita di venir esaminato in un'ottica schiettamente storica, ambien­tale, di costume, ben al di là della professionalità pura e semplice di docenti e di allievi, o dello stesso bilancio culturale fine a se stesso che un'istituzione del genere ha bene il diritto dì tracciare.
K davvero disagevole, infatti, separare in Brioschi il matematico puro dal patron del Politecnico per oltre un trentennio, dall'amministratore locale e dal senatore autorevolissimo la cui personalità traluce così spesso nello pagine dal Ferini e non solo di lui, o lo stesso dicasi, a maggior ragione, per Colombo, Saldini, Ponti, Motta, a non parlare dei capitani d'industria alla Pirelli, Conti, Salmoiraghi, Gavazzi, Prinetti, un piccolo drappello di uomini la cui presenza contemporanea nella banca, nella fabbrica, nella società anonima,