Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE CENTENARIO; MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno
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1982
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pagina
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227
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Libri e periodici
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sulla cattedra e sui banchi comunali o parlamentari, offre bene la misura della straordinaria concentrazione oligarchica che il processo industrialistico reca con sé e dei risultati assolutamente eccezionali, un autentico mondo a parte nei confronti della restante penisola, compresa Torino, che esso consegue a Milano.
Perciò la storia del Politecnico è squisitamente la storia di un'egemonia municipale, una sorta di gesta Dei per Mediolanenses, il cui significato si coglie e si avverte hene in certi esemplari fotografie d'archivio: Luigi De Andreis, ad esempio, uno dei dirigenti della centrale elettrica di S. Radegonda, la prima d'Europa, di cui sta per ricordarsi il centenario, tecnicamente al fianco di quel Colombo che politicamente, come presidente della Camera, incarna il movimento autoritario che sta per condannare il repubblicano De Andreis tra i protagonisti del Novantotto.
La politica divide, Vexcelsior unisce nel nome di Milano, questa potrebbe dirsi l'etichetta del volume, nel quale non a caso sono assenti certi nomi inconfondibilmente milanesi, che so io, Cavallotti, Mussi e Turati, tanto per fare i primi che vengono in mente, la cui formazione essenzialmente umanistica li poneva, malgrado le idee politicamente avanzate, in un campo diverso rispetto a quello del palazzo della Canonica in piazza Cavour.
Il quale è dunque, e questa è una connotazione da non perder di vista, squisitamente moderato, per non dire conservatore, rispetto al volto radicale e riformista con cui Milano amava presentarsi all'opinione pubblica nazionale.
È il campo del Corriere della Sera, i cui uffici sono non a caso progettati da Luca Beltrami, allievo del Politecnico e di quel Camillo Boito che ne è artisticamente il nume indigete, prudentemente innovatore, postromantico meglio che postrisorgimentale, non meno di quanto Brioschi e Colombo e Porro e Forlanini lo siano, insieme con tanti altri, scientificamente parlando.
È un campo in cui l'iniziativa privata, gli enti locali, il mecenatismo padronale, hanno gran parte rispetto allo Stato, talora determinante, come nel caso dell'istituzione del biennio propedeutico, che sgancia il Politecnico dall'università, il che vuol dire soprattutto dall'attardata e conformista Pavia, e lo ribadisce nella sua funzione formativa di uno stato maggiore tutto particolare per un compito determinato.
Ingegneri industriali, i componenti di questo stato maggiore, negli anni del boom gioiittiano, rispetto ai civili dei primi decenni, agli elettrotecnici del secondo dopoguerra, agli elettronici dei tempi nostri, un aggancio prontissimo alle esigenze della società che cambia anche in quei settori, come il chimico, in cui il ritardo ai primi del Novecento appariva più grave e quasi incolmabile.
Il merito di questa prontezza va essenzialmente ai dirigenti, di nuovo il Brioschi per quanto concerne la struttura istituzionale della scuola, ma soprattutto il Colombo quanto agli aggiornamenti tattici e didattici, alla curiosità scientifica, allo sfruttamento sperimentale, e non solo in campo elettrico, dove la sua benemerenza è più nota, ma in settori avveniristici, l'aeronautica o la gomma, dove il suo nome ed il suo sprone sono alle spalle di realizzazioni di rilievo internazionale.
Infinite cose sono mutate, a partire dalla legge Gentile per finire alle conseguenze del Sessantotto, e basterebbe la oggi straripante presenza finanziaria dello Stato a sottolinearne l'importanza.
Ma la storia del cinquantennio liberale giova anche a tracciare lo storia di una Milano che oggi non è più la stessa nel contesto nazionale, dei motivi e delle giustificazioni cosi del conseguimento e dell'energico mantenimento di un'egemonia indiscussa come della sua successiva perdita sostanziale.
H rapporto con la società e con la cultura militante è al centro di entrambi i processi: perciò la storia del Politecnico e in controluce ed in nu.ee una storia d'Italia, e come tale va Ietta ed apprezzata.
RAFFAELE COLAPIETHA