Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE CENTENARIO; MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno
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1982
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pagina
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229
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Libri e periodici
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Ricordi che sarò sempre grato a Lei quante volte mi darà consigli e avvertimenti perché ho per Lei affetto e rispetto quali maggiori non sarebbero possibili.
Urbano Rattazzi
Per quella grandissima stima e considerazione che tutti hanno per quell'antico e fidato amico del Conte di Cavour.
Giovanni Lanza
Voi siete fido maestro di letterarie eloquenze, cosi come siete giudice alto e sagace nelle cose politiche.
Paolo Boselli .
Cirillo Monzani, eminenza grigia del Rattazzi, ebbe un ruolo predominante anche nei rapporti di Vittorio Emanuele II con, la futura contessa di Mìrafiori. Grazie a questo episodio in cui Cavour parve screditato, il Rattazzi riuscì a consolidare ancor più l'amicizia del Re.
Fu sempre il Monzani che la mattina del 20 ottobre 1867, mentre il Rattazzi dissuggellava un dispaccio del Comandante la Squadra al largo di Caprera che gli notificava che nulla di nuovo era accaduto il giorno innanzi, gli annunciò che Garibaldi era a Firenze! Prima di Mentana il Rattazzi e lo stesso Monzani avevano accarezzata l'idea di una insurrezione spontanea di patrioti nello Stato Pontificio e il conseguente intervento dell'esercito italiano a Roma, è a questo fine che il Nostro scrisse il proclama per l'entrata in campo del Regio Esercito. Proclama che avrebbe dovuto leggere il Sovrano, il cui intero testo unitamente ad un voluminoso carteggio riguardante I fiduciari di Rattazzi nel 1867 per l'impresa di Roma è riportato integralmente nelle pagine del volume.
Il Ferrara, Ministro delle Finanze nel 1867, evidenziò che senza l'apporto dell'autorità esercitata nel Parlamento da Cirillo Monzani, era pressoché impossibile governare 3>. Inoltre, durante i dieci anni del Governo Depretis fu un continuo ripetere: Bisogna sentire il Monzani, cosi ha detto il Monzani, questo non si fa perché il Monzani non vuole, questo si fa perché il Monzani vuole . Il 1 giugno 1880 fu sempre Cirillo Monzani che scongiurò la crisi del Governo Cairoli.
Passione umana e raffinatezza politica, questo scaturisce dall'epistolario di Cirillo Monzani, che oltretutto fu un passionale anche se timido, chiuso in se stesso, ma rigido e non disposto a nessun compromesso. Ed è appunto con l'epistola seguente che a noi piace terminare la nostra recensione: il 4 giugno 1878 il Presidente del Consiglio dei Ministri Cairoli inviava una lettera al Monzani, pregandolo di accettare un altissimo incarico governativo.
Questa, l'emblematica risposta:
Agl'8 di Giugno 1878. e Onorevolissimo Signor Presidente
Le sono infinitamente grato e riconoscente del pensiero e dell'intendimento ch'Ella ebbe di chiamarmi ad un ufficio importantissimo, di che è parola nella riverita di Lei lettera del 4 corrente. Sono però dolente di dovere declinare la gentile offerta e ciò per una sola considerazione.
Ho potuto accertarmi che all'ufficio va unita, benché sotto una forma speciale, una retribuzione; ora io non potrei accettare uffici od incarichi pubblici i quali siano in qualche modo e sotto qualunque forma retribuiti, pronto però sempre a servire il paese in tutto ciò in cui l'opera mia possa essere giudicata utile.
Devotissimo Suo C. Monzani .
Coltissimo letterato, storico sagace, economista lungimirante e soprattutto politico onesto, queste le prerogative del Monzani messe in evidenza dal curatore. Quando mori volle essere sepolto a Firenze, dove tutt'ora riposa nella tomba di famiglia, nel Cimitero delle Porte Sante.
GIORGIO BUBBI