Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDI GIUSEPPE CENTENARIO; MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno <1982>   pagina <230>
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Libri e periodici
STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, UFFICIO STORICO, Vesercito italiano dall'Unità alla Grande Guerra (1861-1918); Roma, Tipografia Regionale, 1980, in 8, pp. 521. L. 10.000.
La pubblicazione del volume L'esercito italiano dall'Unità alla Grande Guerra sot­tolinea sono parole del generale Eugenio Rambaldi nella prefazione la volontà dello Stato Maggiore dell'Esercito di consolidare la collaborazione tra studiosi militari e civili. L'opera, senza dubbio ben riuscita nei contenuti ed elegante nella veste tipografica, contiene 14 saggi, alcuni dei quali inediti ed altri già presentati in riviste specializzate, di 12 autori (4 militari e 8 civili) di differente scuola metodologica e di varia impostazione culturale .
Limitiamo la nostra analisi ai saggi inediti, dal momento che appare superfluo ritor­nare criticamente su quelli pubblicati in altra sede. Proprio chi scrive, poi, ha avuto modo nella Rassegna, a. LVII (1980), pp. 463-465, di esaminare, segnandone positivamente i contenuti, il volume degli Atti su Istituzioni e metodi politici dell'età giolittiana, nel quale figurano le relazioni di Mazzetti e Cruccu.
H saggio di Gallinari (I primi quindici anni) è, a nostra avviso un po' sbrigativo nello studio dell'aspetto politico dei fatti, in cui furono impegnati reparti militari, mentre sul piano tecnico vero e proprio evidenzia una indubbia completezza bibliografica e una documentazione precisa su un periodo, davvero pieno di sfumature.
Mazzetti nell'unico inedito tra i tre articoli contenuti nel volume, che poi altro non è che la relazione presentata al 1 Congresso internazionale di storia militare, tenuto a Rovereto dal 25 al 29 giugno 1978, conferma in pieno la sua ormai apprezzatissima soli­dità scientifica e la qualificazione delle sue indagini, nella fattispecie corredate da un ricco materiale, tratto dall'Archivio dell'Ufficio storico dello S.MJC.
H saggio di Francesco Malgeri (La campagna di Libia (1911-1912)) non è sicura­mente minore degli altri per la serietà dei toni e la corposità della base informativa. In esso vale principalmente leggere le pagine, che pongono in risalto lo scarsissimo o addirit­tura inesistente coordinamento tra governo ed esercito, colto di sorpresa dalle decisioni poli­tiche e quindi quasi impreparato all'azione. Appaiono, invece, un poco affrettate le con­siderazioni sulla faciloneria, con cui fu affrontata la spedizione: lo stesso Malgeri si rende conto e non tace delle difficoltà obiettive di un impegno bellico su un terreno e in condi­zioni, agli antipodi con i dettami strategici appresi presso le Accademie militari.
Molto sereno e chiaro è l'articolo di Antonello F. M. Biagini (/ militari e la politica italiana nei Balcani (187 5-1912 ) tanto più lodevole se si pensa al tema non semplice e pieno di risvolti, ancora oggi difficili da decifrare.
È da leggere con profonda attenzione il saggio di Luigi De Rosa, dedicato all'incidenza delie spese militari sullo sviluppo economico, presentato al Primo convegno di storia mili­tare, svoltosi a Roma dal 16 al 19 marzo 1969. Il lavoro di De Rosa ha almeno due dati positivi: è leggibile, nonostante la tradizionale osticità dell'argomento, e offre più di uno spunto per inserire adeguatamente il problema delle spese militari nel più vasto processo economico nazionale negli anni cruciali del consolidamento unitario.
Attorno a questo tema molto si è scritto da parte di correnti pubblicistiche, che, confesso, fatico a definire anche scientificamente plausibili. Questo non è davvero il caso di De Rosa, all'artìcolo del quale, anzi, possiamo senza preoccupazioni d'ora in poi, attin­gere, considerando l'attendibilità dei dati riportati e la ponderatezza delle conclusioni.
VINCENZO G. PACIFICI
DESICO (EDOARDO SCHOTT), La passione di Trieste: ottobre 1914-maggio 1915 (Politica e storia, raccolta di studi e testi a cura di Gabriele De Rosa, 48); Roma, Edizioni di storia e letteratura, 1981, in 8", pp. 200. L. 12.000.
Idealmente congiunto a precedenti lavori, editi dal 1914 in avanti, all'attività pubbli­cistica negli anni della prima guerra mondiale, il presente volume è per un verso una testimonianza (di Edoardo Schott) su vicende, incontri, colloqui con irredentisti e uomini politici e di governo, e per l'altro è una interpretazione, che vuol andare al di là della