Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE CENTENARIO; MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno
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1982
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Libri e periodici
di passi dei suoi scritti, sebbene fatta con lo scopo di mettere in rilievo taluni aspetti significativi del suo atteggiamento culturale e politico .
I due studiosi pisani, cui sono dovuti, frutto di un lavoro lunghissimo e complesso, non dimentichiamolo, i primi due volumi dell'Epistolario di Bernardo Tanucci, apparsi recentemente, presentano scritti, in cui Nitti affronta, nel loro tempo, i problemi decisivi della società, da quelli miranti ad una soluzione della questione sociale a quelli, più schiettamente politici, riguardanti la condizione delle classi dirigenti, i rapporti con il socialismo, l'atteggiamento verso il bolscevismo ed il fascismo trionfante.
Dicevamo dell'introduzione, tutto sommato calibrata nei termini e centrata nelle conclusioni. Nieri e Coppini segnalano, ed è ben difficile dar loro torto, la carenza in Nitti di e un organico pensiero politico nel senso specifico del termine ma indicano i tratti salienti della sua conoscenza della letteratura politico-sociale internazionale. Del resto uno dei pregi più solidi di Nitti riguarda proprio la vastità della cultura e uno dei suoi meriti più alti è quello di aver spinto per una sprovincializzazione della scienza economica e finanziaria italiana.
Nell'introduzione sono rammentati i contributi di Nitti sul problema meridionale, contributi che hanno il loro fulcro nel volume Nord e Sud, presentato nei 1900, che Fortunato definì magnifico e terribile .8) Nitti addebitava, come fanno presente i due curatori, la sperequazione tra il Settentrione e il Mezzogiorno alla creazione del regime unitario in Italia, ma questa tesi ha trovato un convinto quanto valido contraddittore in Franco Della Peruta, per il quale la diversificazione dei processi economici tra le due aree ha origine dall'esistenza di radici secolari.?)
La condanna di Nitri, e bene fanno Nieri e Coppini a ripetere testualmente le parole, è più dura per la Sinistra. Infatti, dopo il 1876, secondo Nitri, il Mezzogiorno è stato assai più di prima dato in preda ai peggiori avventurieri .
Ugualmente opportuna è, per smentire certe forzature interpretative sulla posizione di Nitri, la citazione, in questa occasione indiretta, degli attacchi mossi al marxismo e più accentuatamente alla sua irrigidita versione bolscevica.
Nieri e Coppini, nell'analizzare il pensiero di Nitti, scorgono difetti e mende, nella maggior parte dei casi motivati.
Francamente, però, pare eccessivo il rimprovero di chiusura alle realtà del dopoguerra e di incomprensione storica, mosso solo perché Nitri ha scorto limiti nei movimenti socialisti occidentali ed è divenuto ce fautore della restaurazione, in politica come in economia, di quei principi, che egli stesso precedentemente aveva criticato per la loro ristrettezza .
Per i due curatori, dunque, questo atteggiamento ideologico è da considerare negativamente ed è da segnare criticamente; per altri studiosi, all'opposto, esso non può essere considerato il risultato di una revisione, maturata negli anni e dalle esperienze, e come tale da accettare a franco epilogo di un complesso cammino e non a punto finale di una deludente caduta dottrinaria.
VINCENZO G. PACI Fica
EUGEN LEMBERG, II Nazionalismo; Roma, Jouvence, 1981, in 8", pp. 413. S.p.
II fenomeno del nazionalismo, fin dalle sue prime manifestazioni, ha prepotentemente attirato l'attenzione di pubblicisti e storici di diverse tendenze, gli uni tesi a vedere in esso una aperta rottura con la tradizione precedente, gli altri pronti invece a considerarlo l'erede naturale di quella stessa tradizione, altri ancora a vedere nel nazionalismo l'ideologia che tendeva a liquidare gli istituti rappresentativi di una pseudodemocrazia borghese. Il presente lavoro si pone invece in un'ottica completamente diversa, presentandoci un quadro
*> G. FORTUNATO, Carteggio. 1865-1911, a cura di E. GENTILE, Bari, 1978, p. 65.
9) F. DELLA PERUTA, Aspetti sociali dell'età della Restaurazione, in La Restaurazione in Italia. Strutture e ideologia {Atti del XLVII congresso di storia del Risorgimento italiana - Cosenza, 15-19 settembre 1974), Roma, 1976, p. 437.