Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDI GIUSEPPE CENTENARIO; MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno <1982>   pagina <240>
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Libri e periodici
Risorgimento italiano è diventato il modello classico per la rinascita dei popoli, soprattutto dell'Europa centro-orientale. Esso, dopo il grande abbozzo di Herder, ha fornito loro una concreta filosofìa politica. Essi hanno perfino tradotto nelle loro lingue il suo nome risor­gimento per indicare la stessa evoluzione (p. 163). Ci è impossibile soffermarci sull'analisi che l'Autore fa di tutti i nazionalismi europei ed extra europei fino ai giorni nostri. Quello che appare chiaro è che egli rifiuta il termine nazionalismo come deteriore rispetto al termine nazionalità che assommerebbe in sé ogni positività. Si ritrovano le caratteristiche del nazionalismo nel piccolo gruppo etnico come nell'impero universale, nella nazione come nelle formazioni sovranazionali. L'uomo ha bisogno di credere in un'idea; l'ideologia si estende poi al gruppo, alla nazione, alla comunità. In essa un popolo pone il suo orgoglio, in essa vede il senso e il compito della sua storia, la sua missione. In una reazione naturale un altro popolo elabora le linee di un'altra idea. L'ideologia storica e ima coscienza mis­sionaria appaiono all'A. essenziali tratti caratteristici del concetto di nazionalismo (p. 239).
Fu la crisi della coscienza nazionale a trasformare il nazionalismo-risorgimento in nazionalismo integrale non contrapposto al primo secondo Lemberg ma <c categoria dello stesso genere, basata sullo stesso principio di classificazione (p. 272). L'assolutiz-zazione della nazione sembrò giustificare anche l'ingiustizia o i delitti compiuti al suo servizio, perché veniva considerato morale solo ciò che era utile alla nazione nello stesso modo in cui nel XVII secolo si era considerato morale tutto quanto si commetteva in nome della unità e della purezza religiosa. La nazione, assurta a valore assoluto, trae il suo fondamento morale dalla sua stessa esistenza (p. 274). Da qui un'analisi precisa del nazionalsocialismo cui si ricollegano il fascismo e i regimi marxisti-leninisti che ha distrutto il concetto risorgimentale borghese di nazione.
Da questa sintesi crediamo balzi evidente la contraddizione di fondo del pensiero di Lemberg. L'À. nega che esista un concetto positivo di nazionalità degenerato in concetto negativo di nazionalismo e tende a dimostrare che dall'antichità ai giorni nostri l'ideologia nazionalista ha permeato di sé la società umana. Analizzando, però, il Risorgimento italiano l'A. si trova in piena contraddizione con se stesso quando, non solo Io situa in un preciso contesto storico economico e sociale, ma soprattutto ne rileva le caratteristiche che ne hanno fatto il modello classico di riferimento per gli altri popoli. Ancora: nell'esaminare il nazionalismo storico Lemberg nega di nuovo la contrapposizione nazionalità-nazionalismo, ma deve poi riconoscere che esso ha distrutto la nazione borghese ottocentesca. Senza volerci addentrare in un discorso troppo complesso va detto che il pensiero di Lemberg è strettamente legato alla storia della nazione tedesca. Egli, infatti, estende al mondo intero un discorso che, a nostro giudizio, si attaglia perfettamente alla Germania, paese in cui l'idea nazionale ha coinciso con un deciso antagonismo con le nazionalità confinanti. Si pensi alle reazioni dei tedeschi al dominio napoleonico, reazioni che trovarono la loro teorizzazione in Herder e Fichte o ai presupposti della guerra franco-prussiana. La storia nazionale tedesca ha coinciso molto spesso con una forte conflittualità con le nazionalità vicine. Quello che è discutibile è l'estensione della realtà di un popolo a tutti i popoli ed a tutte le epoche storiche e non a caso l'A. finisce col trovarsi in contraddizione con se stesso. Tenendo presente, quindi, la nazionalità di Lemberg, nazionalità che incide fortemente sull'equilibrio generale del lavoro, bisogna anche dire che l'opera si presenta come una sintesi di tutto rispetto fornendo spunti utili e preziosi a chiunque voglia affron­tare temi così ampi e delicati come sono quelli legati ai concetti di nazionalità e naziona­lismo.
ANNA MARIA ISASTIA